Potenza e l’arte gentile del declino
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- 14 Febbraio 2026

Non un alito di protesta regionale contro Anas per lo stato comatoso della Basentana, qualche vocina sottile per la mancanza di treni, il silenzio, salvo qualche boutade del governatore sui voli, in regione. Uno spettacolo. Creiamo i parchi giochi ma per arrivarci non c’è un modo che sia agevole.
READ MORENegli anni sessanta il complesso pop dei Giganti cantava una canzone intitolata Io e il Presidente, che raccontava di un cittadino qualunque che si consolava del fatto che pur essendo un nessuno ben avrebbe potuto il giorno dopo diventare Presidente della Repubblica. La canzone venne censurata e dio solo sa il perché, visto che raccontava una verità.
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A Potenza assistiamo a una parte del centro storico ridotta a far west, con la quotidiana lamentela, con annessa preghiera misericordiosa, di un residente che lancia autentici SOS senza che l’Autorità, tutti in piedi, sappia come affrontare la situazione. Assistiamo a una crescente affievolimento dei servizi, per esempio i trasporti pubblici, a una precaria situazione scolastica, che riguarda le strutture, l’inclusione, l’effettiva capacità di formare.
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Giova far presente che nella determina non si nomina corso Umberto, benchè lo stesso sia stato regolamentato allo stesso modo di corso Garibaldi. Anche in questo caso ho provato a trovare sul sito altra determina riguardante corso Umberto, ma presumibilmente per mia incapacità (sulla doverosa facilità di consultazione del sito stendiamo un velo, se è solo mia incapacità) non ho rinvenuto nulla.
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Ci siamo abituati all’inefficienza della burocrazia, ai suoi ritardi, alle sue spavalderie, alle sue tracotanti manifestazioni di mancanza di rispetto. E se protesti ti fanno nemico.
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Quindi a Potenza non esiste un Mattarella, né esiste un Vannacci. Qualcuno dice che il sistema potentino ripeta lo stile di un comitato comunista della Mosca di Stalin.
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