Negli anni sessanta il complesso pop dei Giganti cantava una canzone intitolata Io e il Presidente, che raccontava di un cittadino qualunque che si consolava del fatto che pur essendo un nessuno ben avrebbe potuto il giorno dopo diventare Presidente della Repubblica. La canzone venne censurata e dio solo sa il perché, visto che raccontava una verità.
Sulla totale mancanza di requisiti specifici per darsi alla politica.
Per diventare un politico non occorre un concorso pubblico, né è necessario possedere particolari titoli di studio o referenze particolari. Basta essere votato, o, in mancanza di preferenze sulle schede elettorali, basta essere scelto dal partito.
Nonostante la funzione che si va ad affrontare, una volta eletti, non sia affatto facile, cionondimeno la legge consente che una persona che non sappia né leggere né scrivere possa un domani approvare un bilancio comunale o votare una legge istitutiva del reato di femminicidio, per dire.
Ma può anche diventare ministro o Presidente della Repubblica.
Negli anni sessanta il complesso pop dei Giganti cantava una canzone intitolata Io e il Presidente, che raccontava di un cittadino qualunque che si consolava del fatto che pur essendo un nessuno ben avrebbe potuto il giorno dopo diventare Presidente della Repubblica. La canzone venne censurata e dio solo sa il perché, visto che raccontava una verità.
Pensate a Chance il giardiniere, ebbene i nostri comuni ne sono pieni, assessori, consiglieri per caso. Ci arrivano nella più disparata maniera: colti dall’illuminazione, pescati con la rete a scivolo, individuati da un creativo, chiamati per tappare un buco nella lista; nessuno che abbia frequentato un partito con serietà e assiduità (per quanto, oggi, non so a cosa possa servire).
I nostri Chance, il giorno dopo l’elezione, ebbene, sanno: come si fa politica, come si fa opposizione, come si legge un bilancio, cosa significa debito fuori bilancio, ma soprattutto come usare le parole percorso, detto questo, potrà non piacere, si poteva fare di più.
Ma a voi, non sembra tutto così ridicolo?
Quindi la mia proposta è: istituire un concorso pubblico per l’accesso all’elettorato passivo. Che poi arrivano le raccomandazioni e il concorso va a 48, fa niente, almeno abbiamo salvato la faccia, cosa che, in Italia, rimane ancora la primaria necessità.














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