Infatti la sinistra ha smesso di battersi, fa il verso, come il pappagallo, o fa la scimmia dispettosa, capace di buttare a mare l’eliminazione del bollo, pur di mostrarsi impermeabile al buon senso.
Al contrario di quello che dice, sontuosamente, Mark Carney, nell’ambito dei rapporti Canada-Europa, con un discorso che in Europa, forse, risveglierà qualche coscienza, almeno spero, nella sinistra italiana, nel cosiddetto campo largo, ci si allea per ciò cui ci si oppone, giammai per ciò cui ci si batte. Infatti la sinistra ha smesso di battersi, fa il verso, come il pappagallo, o fa la scimmia dispettosa, capace di buttare a mare l’eliminazione del bollo, pur di mostrarsi impermeabile al buon senso.
L’idea di Italia di Conte, Schlein, Bonelli e socio, rimane un miraggio, qualcosa da sognare, oggi e da creare dai facciamo domani o lunedì prossimo.
Pensate che ogni giorno ripetono che devono fare un programma da proporre. Cioè, udite udite, non hanno punto un’idea. Ma se la faranno venire, perbacco, al momento giusto.
Una politica senza idee è una politica per il potere, e questo non va bene, cioè tipo che è proprio una cosa assurda e mefistofelica, benchè di geniale non abbia niente.
In altri termini se tu oggi prendi Schlein o Conte o Bonelli e chiedi cosa farebbero per un’Italia migliore, balbetterebbero qualche frase complessa e sgrammaticata oltre che incomprensibile (e a riguardo ci hanno data già ampia prova).
Ma il cipiglio è da condottieri!
Ma dove siamo andati a finire, direbbe un anziano come me.
Almeno con Andreotti si assisteva a elucubrazioni in politichese che pure ti facevano fesso. Ora, invece, con il vocabolario ristretto dei nostri nuovi prodi (paragonate quello di Salvini con quello del vecchio Giulio, o quello di Conte con quello di Moro, per dire) si capisce subito che la faccia tosta e la prepotenza presuntuosa copre il nulla cosmico, il buco nero dell’intelligenza, il pragmatismo dell’avvitabulloni di professione.
Mi immagino i discorsi fra onorevoli e senatori e rabbrividisco. Il teatro del pensiero politico ridotto a bar sport. Una volta venivano eletti i più rappresentativi, il fior fiore della società, culturalmente parlando, il più fesso era laureato, quando una laurea non si prendeva telematicamente e si bocciava agli esami, pensa te.
Ora se bocci chiudi baracca. Le leggi dell’economia, pfui!
Essere severi, oggi, con chi studia, è come essere politicamente scorretti.
E gli studenti, genitori muniti, aggrediscono finanche chi chiede silenzio in aula.
La dignità del cittadino risiede ancora nell’auto grande e nel cellulare top (ahi quanto ci costò).
Quindi è doveroso andare finalmente controcorrente: disciplina morale verso sé stessi, sobrietà, senso civico e gentilezza a profusione. Magari con una preghiera quotidiana del tipo “Signore donami mani oneste e parole giuste”.
Forza Roma













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