La quadriglia della politica con lo scambio dei ruoli fra Regione e Comune.
Mi sono battuto a lungo per porre in risalto “anomalie” burocratiche che afferivano al Sindaco di Potenza. Ora pare che se ne stia occupando la Procura della Repubblica, anche se non è dato sapere precisamente di cosa si occupi, giuridicamente parlando, Procura che, con un felino scatto ha acquisito, riferiscono le cronache, un po’ di incartamenti.
Si tratta, a ogni modo, e ribadisco il “pare”, di questioni urbanistiche che, né il Comune stesso prima, né l’Autorità Giudiziaria, hanno inteso bloccare prima che divenissero definitive. La cosa curiosa è che, e ci aggiungo un altro “pare”, la delega alle questioni urbanistiche sia in capo allo stesso Sindaco, con un manifesto conflitto di interessi o, se vi piace di più, una totale ed eclatante mancanza di opportunità.
Ma non c’è da meravigliarsi più di tanto: se a Potenza può, dall’oggi al domani, realizzarsi una tettoia in pieno centro storico, ben visibile da ogni parte del globo terraqueo, vuol dire che nel regno autonomo di Potenza esiste una normativa diversa dal resto del mondo e punto.
Ma, tornando a bomba, ma che dico, a petardo, anzi a petardino da ragazzini, ebbene, dell’inchiesta della Procura non me ne fraga niente. A interessarmi è, invece, il silenzio politico a riguardo. Cioè, una indagine che lambisce il Sindaco, in ogni parte del mondo creerebbe disagio; i segretari cittadini insorgerebbero chiedendo dimissioni, rimpasti, passi indietro; la minoranza scenderebbe in corteo, la maggioranza si guarderebbe attorno circospetta chiedendosi se non abbia fatto cazzate, i cittadini uscirebbero dallo stato comatoso di disinteresse atavico per porsi domande, i giornalisti ci riempirebbero le pagine dei loro giornali. Qui, invece e perbacco, niente.
Magnifico!
Lo stagno della politica non crea onde nè gorghi, è talmente immobile da emettere un cattivo odore nauseante.
Delle due l’una:
ipotesi a) il terrore che si torni a elezioni, semmai provocate da dignitose dimissioni, priverebbe i nostri eroici rappresentanti dello stipendiuccio e quindi “non sia mai”, meglio fare spallucce;
ipotesi b) hanno il terrore di rimanere coinvolti, di cosa non è dato sapere, ma un terrore non si spiega, si prova soltanto sulla propria pelle.
Io non so scegliere, ma di fronte al silenzio più assoluto, sorrido beato pensando che, forse, più in basso di così non si possa scendere. E già, perché non si chiede alla politica di puntare il dito sulle questioni penali, ma di affrontare la situazione da un punto di vista, appunto, politico, senza correre il rischio che, come sempre, una Procura si occupi di politica mettendo in essere anche situazioni che la politica dovrebbe anticipare.
La cosa sfiziosa è che alla Regione non cambia il prodotto, solo l’ordine degli addendi: indagini e silenzio politico anche se a parti invertite. C’è, sì, qualche lamento, seppur tardivo, da parte di qualcuno, ma nessun dibattito serio politico, nessun consiglio a tema, niente di niente. Sbalorditivo, da chiedersi in che mondo ci hanno relegato.
Spiegare cosa sia la democrazia, quali siano i ruoli dei consiglieri, quale il diritto-dovere di controllo, quali le funzioni, non serve. Loro sono nati già imparati e talmente bene e diversamente imparati che la normativa sugli enti locali sarebbe da bruciare su un apposito rogo da metter su a piazza Prefettura, sotto lo sguardo vigile dei rappresentanti dello Stato, che, vivaddio, fra una inaugurazione e l’altra, potrebbero godersi lo spettacolo.

















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