Storia di sensi unici, di sperimentazioni e di inutili ricerche.

Storia di sensi unici, di sperimentazioni e di inutili ricerche.

Giova far presente che nella determina non si nomina corso Umberto, benchè lo stesso sia stato regolamentato allo stesso modo di corso Garibaldi. Anche in questo caso ho provato a trovare sul sito altra determina riguardante corso Umberto, ma presumibilmente per mia incapacità (sulla doverosa facilità di consultazione del sito stendiamo un velo, se è solo mia incapacità) non ho rinvenuto nulla.

Che poi, uno si mette e, incuriosito, cerca. E non trova. Chiede e nessuno gli conferma che quello che pensa sia una bufala partorita da una mente contorta, cioè la sua, cioè la mia.

Ma forse è meglio se mi spiego.

A Potenza, epoca fine dicembre 2025, il dirigente al ramo (e non quello del lago di Como di manzoniana memoria) presso il Comune di Potenza emise una determina dirigenziale che, prendendo spunto e ordine da un paio di delibere di giunta comunale definite di indirizzo, che, nonostante sforzi erculei e tensione agonistica alla Haaland che raccoglie un lancio di sessanta metri e infilza di testa nientepopodimeno che Allison, non sono riuscito a trovare sul sito del Comune, nonevèro, ebbene, disponeva che corso Garibaldi avrebbe perso il doppio senso di marcia, diventando a senso unico.

Giova far presente che nella determina non si nomina corso Umberto, benchè lo stesso sia stato regolamentato allo stesso modo di corso Garibaldi. Anche in questo caso ho provato a trovare sul sito altra determina riguardante corso Umberto, ma presumibilmente per mia incapacità (sulla doverosa facilità di consultazione del sito stendiamo un velo, se è solo mia incapacità) non ho rinvenuto nulla.

La determina di fine 2025 che riguarda corso Garibaldi, autodeterminava la sua efficacia a 120 giorni, senza possibilità di proroga, né tacita né espressa, ma con la specificazione che allo scadere del termine il Comune avrebbe pensato bene di confermare, quindi rendere definitiva, revocare o modificare, la decisione presa solo in via sperimentale.

In base al diritto, quindi, la determina a fine aprile ha perso ogni valore, è, in buona sostanza come se non esistesse più. Né, pare, il Comune ha confermato il provvedimento adottato solo in via sperimentale. Insisto sul pare perché anche in questo caso la mia capacità di ricerca è naufragata, non avendo rinvenuto nulla di nulla sul sito. Né, pare, gli addetti ai lavori hanno conoscenza di ulteriori provvedimenti. Un po’ come me.

Insomma, allo stato, e salvo smentite documentali, i sensi unici pare vigano per comando vocale di chissà chi, in barba al codice della strada, alla logica e a ogni prassi amministrativa.

Se così è, stiamo inaugurando una nuova stagione, quella del provvedimento “a voce”, tipo “l’ha detto l’assessore”. Se così non è, però, ed esiste un documento amministrativo che ha reso definitivi i sensi unici, anche su Corso Umberto, beninteso, varrebbe la pena che questo venisse reso pubblico, facilmente consultabile e reso noto agli operatori, che non lo conoscono.

Ma il momento può diventare storico, giacchè se tutto venisse confermato, da oggi la burocrazia diverrebbe davvero accessibile e facilissima, tipo: “buongiorno vorrei costruire una casa su un appezzamento di mia proprietà, posso? Ma certo, faccia pure”. Insomma niente progetti, carte bollate, pec, permessi di costruire, denunce di attività, calcoli statici, permessi delle sovraintendenze (questi però sembrano già passati di moda e da mesi). Oppure: “buongiorno vorrei occupare uno spicchio di area pubblica per metterci una sedia e un tavolino e leggere il giornale nelle giornate di sole, ecco lo vorrei installare a piazza Maria Pagano. Faccia pure, permesso accordato”. Fantastico. O anche: “da domani è vietato parcheggiare in via Bonaventura, andate e multateli tutti”. Senza scrivere niente. Sulla parola, perbacco.

Certo, i vari Massimo Saverio Giannini, Caringella, De Nictolis ecc. dovrebbero riscrivere i loro bei tomi che sfrigolavano certezze sulla forma del provvedimento amministrativo, che deve risultare per iscritto, essere motivato e addirittura avere una certa pubblicità, tutte bazzecole, evviva.

A ogni modo, a margine l’innovazione, se confermato quanto qui riferito, rimane un minimo di sconcerto e, vivaddio, di possibilità di tutela. Ci sarà ancora qualcuno che non crede al vigore delle nuove norme, anch’esse of course dettate a voce, e che potrebbe pure provare a tutelarsi dai dictat orali, e qualche giudice che non crede al potere innovativo auto attribuitosi dal Comune. Ebbene, pensate un po’, potrebbe essere vero che quella determina non vale più un fico secco e che il senso unico non ha una base giuridico-amministrativa, risultando, ebbene sì, totalmente abusivo. In tal caso il cittadino, il commerciante o chi altri potrebbero chiedere giustizia. Sempre che, ribadisco, non esistano provvedimenti che abbiano confermato i sensi unici e che gli stessi, sebbene sconosciuti anche agli addetti ai lavori, abbiano una validità giuridica.

Il Comune potrebbe anche chiarire ogni dubbio, senza dare per scontato che una sperimentazione diventi regola definitiva così, perché vuolsi così colà dove si puote, senza dimandar. Io rimango in attesa. Non aspetto una risposta direttamente, no, perbacco, non penso di essere tanto meritevole, ma la città potrebbe averne il diritto.

Ah!, se esistono provvedimenti riguardanti corso Umberto o che confermano la sperimentazione in via definitiva, che si rendano rinvenibili facilmente, pare che un tanto tocchi alle amministrazioni e che non sia criticato chi non li trova e poi ci fantastica su, è il Comune che ha l’obbligo della trasparenza, pare, oppure no, ormai chi ci capisce più niente.

In ultimo, sul registro delle presenze, l’opposizione non è solo assente, è non pervenuta.

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