Carmen, la fagiolata!! Ovvero sulla relazione fra nuova povertà e Champions.

Carmen, la fagiolata!! Ovvero sulla relazione fra nuova povertà e Champions.

Oggi, in un mondo in cui è difficile capire cosa differenzi Bonelli da Salvini, l’intolleranza politica è al suo massimo di espressione. Dice, ma come fai a non vedere differenze fra Bonelli e Salvini? Semplice……

Che poi, alla fine, viene da sganasciarsi dalle risate. La farsa italiana, ma anche europea, tocca livelli di amara comicità che giustificano il carissimo prezzo del biglietto.

Stiamo messi molto male, ma ci fanno divertire. Se riuscissimo a vivere da yogi, con poco o niente, indifferenti ai principi che caratterizzano la nostra società, tipo “che vergogna avere debiti”, ci sarebbe davvero da morire dalle risate.

Pensateci, l’ostilità fra parti politiche, persi i raffinati rapporti, per esempio, intercorrenti fra un Berlinguer e un Almirante, non ha mai toccato i vertici di questi anni, eppure non ci sono neanche più le ideologie da difendere. Quando queste imperavano, dando corpo morale ai rigidi contrasti politici e sociali, seppur talvolta molto violenti, almeno si sapeva perché. C’erano, insomma, spine dorsali morali e ideologiche che ispiravano anche la violenza e talvolta riuscivano anche a giustificarla.

Oggi, in un mondo in cui è difficile capire cosa differenzi Bonelli da Salvini, l’intolleranza politica è al suo massimo di espressione. Dice, ma come fai a non vedere differenze fra Bonelli e Salvini? Semplice. A chiacchiere sembrano entrambi sensibili al disagio sociale seppure, da presupposti diversi, responsabili, profondamente inclini a dare sé stessi per il bene del paese. Nei fatti agiscono in maniera pressocchè uguale. Non ricordo difesa dei più deboli diversa negli ultimi governi, che siano stati a guida Bersani, Conte, di destra e di sinistra, l’ambidestro per antonomasia, Meloni o chi altri si sia succeduto.

Diciamo che con la caduta delle ideologie e l’entrata in Europa è venuto fuori un declino economico e morale inarrestabile. Il ceto medio è morto, diventando o affiancandosi al proletariato e i ricchi stanno meglio di prima. Per i deboli verrebbe da supplicare almeno uno sportivo dei tempi andati “chi si trova para”.

Col Covid e le guerre abbiamo assistito a un vero e proprio crudele assalto alla diligenza da parte di pochi, che si sono arricchiti in maniera bestiale e solo ora se ne comincia timidamente a parlare, anzi comincia a parlarne Calenda e nessun altro. Questo silenzio, che diventa connivenza, spaventa e non poco.

In fondo bisogna rendersi conto che questo modello di Stato è finito e sarebbe il caso che se ne ripensasse uno nuovo.

Per esempio parlando di fisco, celebrare l’evasione come male fondante del nostro malessere economico fa sorridere. L’evasione dei ricchi è un conto, ma lo Stato persegue le piccole evasioni, quelle fatte per bisogno. E le persegue con una cattiveria da strozzino al quale non si paghino gli interessi. Val la pena far presente che cotanta predisposizione non porta a niente di buono, anzi. Chi non ha pagato, difficilmente pagherà il dovuto oltre interessi e sanzioni. Illudersi del contrario è da imbecilli. E, nello stesso momento, vessare chi non ha pagato le tasse significa annullarne anche la minima capacità reddituale.

Oggi dovremmo ragionare in termini diversi. La fiscalizzazione se non sopporta più i servizi e lo stato sociale diventa un mitra su una folla di innocenti. Una pensione tagliata del 50% dalle tasse, costringe ad andare a vivere in Tunisia, col doppio risultato di perdere buona parte della sua tassazione e quella liquidità che arricchisce un altro paese. Mentre una tassazione giusta delle pensioni, per esempio, garantirebbe comunque un gettito fiscale, ma soprattutto la liquidità impegnata o spesa nel paese.

Il tutto senza tener conto che in Italia mentre gli stipendi e le pensioni perdono potere d’acquisto, gli amministratori si adeguano le prebende continuamente, spendono e spandono all’impazzata (a Potenza il comune acquista 5 Smart elettriche mentre si nega la possibilità di rottamare le tasse comunali, altra piccola/immensa vergogna), ed enti che servono solo per mantenere il consenso elettorale dissipano soldi pubblici in consulenze, incarichi e roba del genere. Cioè una popolazione sempre più numerosa impietosamente alle corde e la classe politica grassa, sazia e saccente.

Orbene quest’ultima circostanza dovrebbe fare incazzare la gente. Invece, quanto a protestare, abbiamo conferito delega irrevocabile alla Francia, di modo che, quando e se si sveglieranno anche in Italia, potrà dirsi che hanno cominciato loro. Finanche Landini latita, indifferente al crescente bisogno di strati sociali sempre più vasti, privi di tutele e tutori.

Il sistema è alla frutta, non regge più. Vanno ripensati sistema fiscale, sistema rappresentativo e spesa sociale. Va ripensata la nostra vita che non può più essere palleggiata fra una pubblicità sempre più irridente della situazione economica dei più e un talk show dai contenuti rivoltanti quanto all’offerta politica da parte dei politici.

Ma le idee scarseggiano, tutti aggrappati a un liberismo sfrenato, gestito da professionisti del mestiere che si sobbarcano anche l’onere di portare al pascolo i nostri politici.

Esagero?

Guardate i risultati in Champions e poi fatemi un fischio.

(Sulla relazione fra Champios e nuova povertà rimetto al recente studio dell’Università di San Severino Lucano “Liberismo, mercati e tagliolini in brodo”).

Posts Carousel

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos