Raccomandato con ricevuta di ritorno.
Non ho mai sentito di un concorso pubblico totalmente pulito, ma forse è meglio che dica che non credo sia mai esistito un concorso pubblico totalmente pulito. La mia, mica tanto avventata tesi, è avvalorata dagli esiti dei concorsi: difficilmente ci si trova il meglio, bensì il meglio del meglio dei raccomandati.
Per concorso intendo ogni forma di selezione, da quella per la scelta del dirigente del tal ente a quella per la ditta delle pulizie. In mezzo c’è tutto ciò che va a concorso.
Viviamo, pertanto, l’era dell’ipocrisia burocratica.
La facciata è quella del “vincerà il migliore”, la sostanza è “qua ci sistemiamo tizio”. Roba tutta italiana, derivante da quel complesso di colpa nei confronti della famiglia, di tipo cromosomico, che ci induce a vedere e a convincerci che nessuno è meglio dei nostri raccomandati, la cui dote speciale è appunto, l’esser raccomandati che, però, porta con sè il miracolo di trasformare un imbecille nel migliore esistente in quello specifico ruolo, pur se di conoscenze specifiche il soggetto ne ha meno che il sottoscritto in ingegneria dell’I.A.
La soluzione sarebbe normare la raccomandazione, renderla lecita, meritoria, pubblica, come per i finanziamenti ai partiti.
La rivoluzione sarebbe epocale: i bravi non raccomandati se ne farebbero una ragione, non farebbero più l’accesso agli atti se scartati in favore di un pirla e magari si convincerebbero pure a disertare ogni forma di selezione una volta per tutte.
Oppure si potrebbe riservare una minima percentuale di posti ai bravi senza raccomandazione, tipo un 5%, garantendo loro quel minimo di possibilità e quella minima presenza che alla fine alzerebbe pure il livello generale.
Le potremmo chiamare le quote grigie.
Non mi illudo che un ammesso in quota grigia possa vantarsene per fare curriculum, questo no, perdinci, una raccomandazione per la vita farà più curriculum di una laurea con lode, ma almeno potremmo continuare a toccare con mano uno bravo, preservarne la specie, che, se no, rischia di estinguersi.
E anche il quotato in grigio potrebbe restituire speranza alla categoria che, altrimenti, sarebbe destinata alla depressione cronica e cromosomica, trasmissibile sebbene non contagiante.
Trasformeremo l’ipotesi in proposta di legge ed evidentemente cercheremo una spintarella alle camere, una … come dire … raccomandazione, ecco, chè di questi tempi senza è dura.
La raccomandazione, poi, ha effetto di collante sociale e politico, induce a non farsi la guerra e trasforma la democrazia nella tirannia della ignoranza, il miglior sistema esistente al mondo, perchè contiene gli intelligentoni ed esalta gli incapaci, una vera e propria forma di comunismo sociale ed etico, che appaia gli Einstein ai cialtroni, con conseguente riallineamento in basso delle teste calde. L’unico sistema non violento per sopire i malumori sociali e far digerire le disuguaglianze come fosse insalata peraltro poco condita.
Del resto se avessimo davvero bisogno degli intelligenti preparati non avremmo inventato l’I.A., l’unica scoperta finanziata dai mediocri.

















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