Two is better than one

Two is better than one

Una volta si diceva, nelle partite di calcio fra ragazzi: chi si trova para.

Il calcio fa moda, inutile negarlo. E le sue alchimie trovano le più disparate applicazioni, quasi quegli schemi siano talmente performanti (espressione di moda) da essere riprodotti in un qualsiasi altro ambito.

Tipo la politica.

Al Comune di Potenza, capofila per questo e altri versi di ogni altra realtà locale, per esempio, o for example (chè non si dica che siamo ignoranti in fatto di lingue), usa molto la “doppia punta” o il “doppio centrale”, quello che una volta si chiamava regista, insomma tipo Retegui e Kean, nella nazionale o Modric e Ricci nel Milan; a tal proposito ricordo come questo fosse un segreto, un mai confessato sogno di Zeman, quello cioè di avere due mezzali capaci di distribuire gioco come, appunto, un regista; idea provata un paio di volte e sempre abortita e chiedo scusa per la saccente parentesi).

Ebbene al Comune di Potenza la fascia tricolore viene equamente distribuita fra Sindaco e assessore anziano, a seconda delle circostanze. Al vice sindaco cerimonie, processioni, premiazioni e qualche amena manifestazione, al sindaco presentazioni in video, cerimonie che residuano, chissà se debitamente selezionate per via della presenza della TV, e altro che, mannaggione, mi sfugge.

Questo per quello che si vede. Poi c’è il mondo segreto e non visibile dell’amministrazione, della burocrazia, delle riunioni, di giunta e altro, degli incontri e poi ci sono le decisioni, ma in questi casi non tocca sapere se l’utilizzo della doppia punta rimane lo schema preferito o non ce ne sia addirittura un altro.

Certo, nel gioco moderno, l’interscambiabilità dei ruoli è quasi una necessità e sapere che da noi è un comportamento acquisito, non può che scaldare il cuore.

Ma la curiosità è regina e, di conseguenza, sarebbe godibile conoscere l’esatta attribuzione delle competenze e perché.

Tipo: alle processioni il Sindaco non ci va per via dei calli, di una sorta di ateismo, perché si scoccia o solo per favorire un momento di estasi religiosa al vice sindaco, più spiritualmente dotato? Ovvero: come vengono suddivise le cerimonie, con una semplice conta, in base al giorno, se dispari o pari, o su insindacabile (qui ci sta proprio bene) scelta del sindaco o del vice sindaco? Una tale complementarità suggerisce, poi, che venga sfruttata anche per assumere decisioni rilevanti di competenza apicale, per esempio, se telefona il Presidente Bardi, risponde chi si trova, chi prende per primo la cornetta (ah cari vecchi telefoni) o viene smistata in base a un algoritmo studiato alla bisogna?

Suvvia, si giuoca. L’importante è che siano una cosa sola, del resto si sa, due è meglio di uno.

Alla prossima.

Bacioni, evidentemente, ben estensibili in ambito familiare.

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