E perchè non hai sostituito le strisce blu con quelle gialle?
Perchè mi scoccio.
Storia malinconica di un posto riservato mascherato.
A Potenza, in pieno centro storico, per la precisione in piazza Bonaventura, proprio dove si erge, impavida, la torre Guevara, come altrove, sono fissati parcheggi numerici per disabili. Poi l’amministrazione che programma le cose sempre con primario rispetto per i residenti, cominciano in contemporanea, i lavori di rifacimento dei marciapiedi della rampa che porta a via Vescovado, quelli di via Bonaventura e quelli di via Pretoria, ivi compresa una buona parte della sede stradale. Di conseguenza i parcheggi spariscono del tutto. Anche perché, sulla rampa Manhes, pure lì si fanno lavori e non si può parcheggiare.
Sorvolando sul sottofondo di improperi che aleggia nella zona da parte dei residenti che di fatto non possono utilizzare la vettura, né possono parcheggiarla in zona, per via dei suddetti lavori, anche qualche stallo per disabili ha dovuto cambiare sistemazione.
Gli è che, però, un tanto è avvenuto in maniera silenziosa, sorniona e in economia. Infatti le strisce sono rimaste blu ma è stato trasferito il segnale di divieto di parcheggio con tanto di rimozione, presso il nuovo spazio. Il cartello è stato intelligentemente eretto sotto un albero, quindi difficilmente visibile, mentre, come detto, le strisce sono rimaste blu.
Ora dica il candidato, dopo una breve riflessione sulla pigrizia amministrativa e il confine che la divide dalla sciatteria amministrativa, se il residente, munito di permesso, lautamente pagato (vista la sua scarsa utilizzazione) che, per esempio non sa dello spostamento, dovesse parcheggiare indotto in errore dalle strisce blu e non essendo ben visibile il cartello di divieto, a multa presa (pari a 330 euro più spese di rimozione), possa legittimamente andare a parcheggiare davanti alla porta del Comune o davanti la casa del Sindaco o dell’assessore al ramo.
















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