La legge?
E Franti rise.
Quando si parla del Comune di Potenza o si parla di ignoranza della legge o si parla di indifferenza alla legge. Delle due ipotesi non so quale preferirei. Ma è possibile anche una terza ipotesi, che, cioè, siano tanto ignoranti quanto strafottenti.
Il caso.
Il Comune attraverso un post su facebook, che evidentemente vale per i nostri eroi come l’Albo Pretorio, e a mezzo di volantini appiccicati ai segnali stradali, giammai, a ora, attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale, ha deciso di inibire al traffico, e alla sosta, buona parte del centro storico per ben quattro giorni per tutto il tardo pomeriggio, la serata e le prime ore della notte. La misura non ha precedenti. Evidentemente hanno confuso la festa di San Gerardo col Carnevale di Rio.
Il provvedimento, ancora non pubblicato, è viziato per eccesso di potere, oltre a limitare in maniera esagerata la libertà individuale, senza averlo tempestivamente comunicato, senza averlo concordato, senza prevedere parcheggi alternativi, e, cosa amministrativamente più importante, senza motivare in nessuna maniera l’importanza della misura.
Un abitante di via Bonaventura, per esempio, semmai anziano, se non vecchio, per ben 4 giorni deve portare l’auto chissà dove per parcheggiarla, tornare presumibilmente a piedi a casa e sperare che non gli occorra per motivi urgenti. Il giorno dopo ripercorrere lo stesso tratto di strada che, stanti i divieti, potrebbe essere molto lungo, per poter fare quello che aveva deciso di fare.
E’ violato il principio di proporzionalità nella misura sindacale fra interessi privati e interessi pubblici, senza alcuna motivazione, così perchè gli piace fare quello che gli pare.
In definitiva, l’amministrazione comunale non può assolutamente fare quello che le viene in testa, ma deve rispettare un iter procedimentale e motivazionale chiaro e bilanciare gli interessi. Può adottare misure del genere ma solo se assolutamente indispensabili, e questa caratteristica deve risultare da una motivazione precisa e dettagliata cui si può arrivare dopo un’adeguata istruttoria.
Io presumo che oltre a vizi dell’ordinanza, come tale impugnabile davanti al Tar, ci siano anche aspetti di responsabilità penale, in quanto senza motivo si limita la libertà degli individui.
Poi c’è anche un aspetto economico e finanziario. I residenti pagano un prezzo annuo per poter parcheggiare nelle strisce blu nella zona di residenza. Privarle di un diritto pieno, perché, peraltro, ben pagato, comporta un’appropriazione di danaro senza corresponsione del relativo servizio, per i giorni di divieto, cosa che è avvenuta, ultimamente, in tante occasioni, senza che il cosiddetto abbonamento al parcheggio abbia recuperato i giorni usurpati.
In definitiva l’ordinanza sindacale:
- Non è motivata (perché si inibisce sosta e traffico quest’anno e gli altri anni no?)
- Non è proporzionata all’evento (4 giorni non hanno precedenti)
- Non è stata pubblicizzata
- Non prevede soluzioni alternative, come parcheggi temporanei alternativi.
Per tali motivi chiedo che il Signor Sindaco provveda a revocare l’ordinanza, ovvero a integrarla correggendola e limitandola al massimo a un giorno, laddove sussista davvero una esigenza particolare che dovrà dettagliatamente indicare.
Le altre Autorità, se esistono, battano un colpo. Questa Amministrazione si crede onnipotente e nessuno ha niente da dire.

















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