Regno di Basilicata, stato indipendente nella Repubblica d’Italia.

Regno di Basilicata, stato indipendente nella Repubblica d’Italia.

Regioni a statuto speciale? Pfui!

Che esistano ancora fumatori, già mi sembra inverosimile, ma che i fumatori continuino a comportarsi senza un minimo di senso civico, questo non è tollerabile.

Parco Guevara, ormai, è diventato un luogo dove nella poca erba ci si porta il cane (e dire che c’è tanto di cartello di divieto) e dove si va per fumare e lasciare le cicche. La fontana non butta più acqua, mentre quella grande di Montreale, ne conserva un poco ma da tanto di quel tempo che è davvero inutile avvisare che non è potabile, tanto non la berrebbe neanche chi sia appena sbarcato direttamente dal deserto dopo un mese senza.

Sono sciocchezze?

Temo di no, penso che siano cose gravi e sintomatiche del male peggiore che possa infiacchire il fisico di un’amministrazione e di una cittadinanza: l’indolenza.

Ma pensiamo alle cose belle.

Sempre nel rione Guevara, il comune ha creato una mini zona pedonale, e fin qui, a parte il dimezzamento dei già esigui parcheggi, tutto bene, applausi e tanti complimenti per il coraggio e la fantasia urbanistica. Quello che lascia piacevolmente sorpresi è la maniera studiata per delimitare la minima zona vietata al traffico. Infatti, e giù il cappello, sono stati scelti dei magnifici blocchi di cemento dalla indiscutibile bellezza. Grigi, come quegli abiti eleganti da cerimonia pomeridiana, della giusta dimensione (né troppo alti per guardarci sopra, non troppo larghi così che quasi agilmente una persona alla volta può passarci in mezzo, secondo un ordine naturale che ci mette finalmente in fila) educativi per il motivo raccontato fra le parentesi, sobri, insomma un tocco di eleganza che il centro storico meritava da tempo.

In un paese normale, sarebbe bastato metterci un cartello, ma sarebbe stato banale. A noi piace dare manifestazione di autorità con le opere, giacchè il potentino, già in tempi non sospetti, ha dimostrato che anche un segnale di zona rimozione gli fa un baffo, come è rilevabile facendo due passi nell’altro parco di Potenza centro, cioè Montreale, sul cui ponte convivono magicamente divieti di sosta e parcheggi stabilmente non sanzionati.

Ci potrebbero mettere i blocchi di cemento, ma questa è una chicca architettonica riservata al più nobile parco Guevara (per via del Conte), piuttosto che al popolano Montreale.

Ora non ci resta che organizzare una manifestazione, appunto al parco rione Guevara, per premiare l’ideatore della limitazione coi pilastri nudi e grezzi, per l’estro, la fantasia e la raffinatezza urbanistica.

Ed ora parliamo di giustizia e libertà di stampa.

In Italia siamo abituati a indagini delle Procure che si traducono in scandali, solo dopo commentati dai giornali. A Potenza le indagini sembrano affidate ai giornali (anche se non tutti) che tirano fuori contratti, nomi, statuti, presenze e pseudo presenze, falsi e affidamenti discutibili, in attesa di qualche mossa della Procura. Attività da ammirare ma che, se non smuove la Procura, rischia di essere calunniosa e diffamatoria. A meno che secondo un rimescolamento dei ruoli, affidate le indagini ai giornali e vista la separazione delle carriere incombente, bisognerà affidare i relativi processi a, che so, un novello giudice diverso dalla magistratura che, per esempio potrebbe essere la curva sud dello stadio del Viviani o i fedeli della parrocchia di Santa Croce, per dire.

In definitiva, non esistessimo, dovrebbero inventarci e, tutto sommato, meriteremmo una speciale autonomia in via ufficiale, visto che, di fatto, autonomi lo siamo già.

Bacioni, ben estensibili in famiglia.

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