Quando la parola pace serve solo per riempirsi la bocca.
Quello che manca all’Italia, del resto del mondo in questo momento interessa meno, è un tipo di cultura della pace che potremmo chiamare strutturale (cit. editoriale Avvenire odierno).
Si tratta della diffusione degli elementi sostanziali della pace attraverso l’insegnamento, l’esempio, la pratica.
Se guardiamo, per esempio, al nostro parlamento (per quanto riguarda gli enti minori, vivaddio, vige la più plastica e antidemocratica solidarietà) il solo sputare in faccia all’avversario un fiero “Vergognati”, dovrebbe far impallidire le istituzioni, giacchè il termine evoca situazioni di profondo disprezzo etico da parte di chi, appunto, dovrebbe vergognarsi. La parola vergogna abita, con stabilità impressionante, le bocche di pressocchè tutti i nostri parlamentari, che fanno a gara a scambiarsela quasi come un abituale saluto. L’esempio è pessimo perché attribuisce, secondo un giudizio autoreferenziale, moralità al pronunciante e immoralità al destinatario; il che, parlando di istituzioni vuol significare che fanno tutti, secondo loro, acqua da un punto di vista morale. E, se se lo dicono loro, tocca crederci, non fossimo già persuasi di nostro.
Ora è evidente che è completamente venuto meno il rispetto per l’istituzione che, a questo punto, sarebbero popolate di individui che dovrebbero, appunto, vergognarsi di ogni loro singola azione.
Oddio, ci sta pure, se è vero come lo è, che almeno dal 1990 l’Italia è entrata in una crisi dalla quale non riesce a uscire. Non so quanti governi e di quanti colori hanno messo assieme solo riforme sballate, provvedimenti illogici e stupidaggini burocratiche. Nel frattempo lo stato della giustizia è comatoso, i processi eterni e farraginosi, l’economia stagnante, i salari bassi e molte categorie una volta benestanti stanno conoscendo la povertà.
35 anni di disastri, con una popolazione che decresce e emigra, cittadine una volta sicure che ora sono campi di battaglia, familismo e raccomandazioni a go-go, informazione da stadio, ma, perbacco, una classe politica che si autocelebra anche per la riparazione di una semplice buca.
E, cultura della pace a parte, è indiscutibile come il livello culturale generale sia diminuito con lo sviluppo delle scuole-azienda, delle promozioni politiche e della diseducazione diffusa capillarmente, per completare un quadro che oltre a non riuscire a imporre la pace, o a impersonificarla seriamente, langue da tutti i punti di vista. Trovare una persona gentile, oggi, è impresa ardua, giacchè il più portato alla gentilezza non sorride ormai da anni, vessato come non mai da inefficienze svariate (dalla sanità alle tasse) e dalla mancanza di un futuro che dia segni di speranza.
Alla fine ci si stanca pure di elencare i punti deboli (troppi) di una nazione decadente in un’Europa altrettanto decadente, a fronte di, ormai, nessun pregio, visto che anche nel calcio, nel ciclismo e nelle auto, riusciamo a ritrovare quei segni di eccellenza una volta ben stabili. E, mentre altri paesi importano, dai paesi lontani, le migliori menti, noi importiamo sono la manovalanza per la raccolta dei pomodori, badando bene di lasciarla allo stesso livello, culturale ed economico, del loro arrivo.
Ci abbiamo provato, ultimamente, con Renzi, con Monti, con Draghi, col duo Salvini-Conte, con Conte in versione democratica e con Meloni, niente, non se ne parla. Forse perché sono tutti figli della moderna sub-cultura, quella dell’io sono bravo e tu non vali niente, forse perché non si va più al catechismo e forse perché il binomio Democrazia Cristiana, prima, e il sessantotto, poi, hanno seminato talmente male e subdolamente che neanche un reset generale sembra immaginabile.
E mentre anche la pachidermica Procura lucana accende i fari sulle vicende burocratico-politiche di casa nostra, non ci resta che piangere, fare una preghiera e illuderci che i partiti, in un momento di follia, riescano a creare, dal nulla, classi dirigenti decenti.

















Leave a Comment
Your email address will not be published. Required fields are marked with *