Tre Ave, due Gloria e un SI’
I proclami per il No al referendum sulla separazione delle carriere piovono da tutte le parti. Uomini dello spettacolo, storici e vescovi, consci di una propria onniscienza innata, subdolamente sapendo di rivolgersi a chi, in linea di massima, ne capisce finanche meno di loro, azzardano giudizi e disegnano scenari tenebrosi nell’eventualità, evidentemente tragica e da fine del mondo, in caso di vittoria del sì. Invece sempre più tecnici e magistrati palesano il loro giudizio favorevole.
Ma a sorprendere è la scesa in campo (espressione tanto brutta quanto comune e quindi sfruttabile) dei vescovi. Il loro latente potere temporale, evidentemente, ha scelto da che parte stare e lo manifesta apertamente, senza veli, vergogne o disagio alcuno. I vescovi stanno a sinistra, coi magistrati. Non mi sorprende la scelta di campo, che, ci mancherebbe, ognuno nel suo intimo fa; a meravigliarmi è la sua ufficializzazione che, mò ci vuole, urbi et orbi, è tesa a procurare consensi. Una scelta politica giammai spirituale, quasi a chiarire l’interesse per vicende terrene e per una parte politica.
La cosa mi agita anche perchè non vorrei che, votando sì, come preferirei, non commettessi peccato. E di conseguenza mi chiedo che tipo di peccato sarebbe: veniale? La prosopopea che ha accompagnato l’annuncio, però, mi fa propendere per un peccato mortale. Quindi, ora, sono cazzi. Come mi metto?
Dignità e libertà, con l’inferno ad aspettarmi, o obbedienza e paradiso? Mi sembra quasi un ricatto.
E tale sarà nei confronti di quei credenti che non sanno fare a meno della messa quotidiana, i quali, non solo voteranno convintamente no, perchè lo vuole Iddio, ma guarderanno come si guardano i lascivi peccatori quelli che oseranno sfidare Dio votando sì.
Colpo basso, uffa. Anche perchè comincio a convincermi che un Dio esiste davvero, non foss’altro per le prove cui mi sottomette per saggiare la mia disponibilità a mostrare l’altra guancia: una vita fra raccomandati, sentenze incredibili, politicanti da strapazzo, pensioncine suppletive per politici previdenti, processi che raggiungono la maggiore età e volgarità abbondanti e gratis.
Mondo boia, ma sì, alla fine hanno ragione i vescovi, e ci mancherebbe, chi più di loro, insomma, ubi maior ecc. ecc., insomma non possiamo costringere la magistratura a essere telecomandata dalla politica come è ben leggibile dalle nuove norme.
Come? Non c’è scritto questo?
E chi sei tu per dirlo?
A me lo ha detto il vescovo. E lui non mente.
Dici che non ne capisce niente?
Ah, mi fai ridere, quello ha capito tutto più di me , di te e di zio Peppino, messi insieme, frullati e moltiplicati per dodici. E ho detto tutto.
Bacioni, con extension, of course.
















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