Va a votare?
Ma mi faccia il piacere!
Più di un toscano su due ha detto “no, grazie, non fatemi perdere tempo”. Il dato sui votanti è storico, in quanto riferito a una regione fedele alla sinistra e in quanto sintomatico di una disaffezione, una lontananza, una estraneità del cittadino alle vicende della politica.
Chi si astiene ragiona più o meno ripetendosi che l’uno vale l’altro, sebbene gli avversari politici tutto vorrebbero che essere accomunati in un’unica categoria, e neanche buona.
La politica, i politici, non affascinano, e loro ci mettono tanto perché si inverta la tendenza.
In buona sostanza con le regioni abbiamo raddoppiato burocrazia e spese. In parlamento non si fanno le leggi, ma si ratificano le decisioni del governo, ovvero si obbedisce ciecamente e senza alcuno spirito critico. Il parlamentare, cioè, non ci mette niente di suo, se non, troppo spesso, un carico di ignoranza e superficialità che gli slogan che vanno ripetendo confermano in maniera plastica.
Sentirli e guardarli in tv a ripetere frasi preparate prima che spacciano per opinioni o pensieri seri, fa rabbrividire gli spiriti liberi che usano pensare, non riconoscendosi in quella specie che, invece, di pensare, pare non abbia granchè bisogno.
Probabilmente è anche lo spettacolo che danno nei talk show a convincere la gente che non è cosa loro.
Diverso sarebbe se i partiti facessero a gara a scegliere personaggi di spessore; ma a tanto non arrivano perché un personaggio di spessore è difficilmente governabile. E allora via alla processione di mediocri e obbedienti personaggi che, appena nominati, si sentono investiti di capacità uniche, rare che, benevolmente, mettono a disposizione del paese. La risposta? Non si vota più.
Finirà che, come per le elezioni provinciali, i politici dovranno votarsi da soli.
Però una rivoluzione civile si potrebbe pure progettare: una riforma costituzionale, cioè, che disponga l’annullamento di ogni elezione che non comporti almeno il 51% dei votanti, con obbligo di modificare le liste, nelle ridisposte elezioni, almeno al 50%. Del resto perché farsi rappresentare da parlamentari che non suscitano l’interesse della maggioranza della popolazione?
Una provocazione e neanche tanto, diciamo una proposta da discutere meglio nei dettagli, del resto se l’Italia è una repubblica la cui sovranità appartiene al popolo, beh, e facciamolo contare almeno un po’ questo popolo.

















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