Luigi Sinisgalli, il poeta lucano secondo il Comune di Potenza.

Luigi Sinisgalli, il poeta lucano secondo il Comune di Potenza.

Scusa immenso poeta, non sanno quello che fanno.

Esiste un limite all’ignoranza?

Potenza, il consiglio comunale a maggioranza approva il nuovo regolamento per l’utilizzo delle palestre scolastiche. Accade qualche settimana fa. Vengono a una a una nominate le palestre e il comprensorio Leonardo Sinisgalli diventa, più meno magicamente, ma meglio dire più o meno ignorantemente, se solo si potesse dire, ma Cetto la Qualunque sicuramente apprezzerebbe, la scuola Luigi Sinisgalli.

Ora ci sta pure che un consigliere comunale non conosca il poeta lucano. Ma qui il problema è più complesso. Per fare un regolamento intervengono gli uffici, e non una persona sola, interviene il dirigente, il segretario comunale, l’assessore al ramo. E poi interviene la commissione consiliare. E poi intervengono gli altri uffici per i visti. E poi interviene l’intero consiglio comunale. Quindi se calcoliamo bene, intervengono almeno una sessantina di persone, che lavorano, tutte, presso il comune di Potenza, ebbene, non ce ne è stato uno che si sia accorto del mastodontico errore.

Immagino che la responsabile della scuola si sia ritrovata i capelli ritti in testa, immagino che il defunto poeta si sia rivoltato nella tomba e i suoi eredi siano stati scossi dai brividi. Ma nel Comune di Potenza, a quello che per primo ha chiamato la scuola Luigi Sinisgalli, nessuno ha ribattuto un perentorio “Leonardo, ignorante!”

Un fenomeno, e non è il primo, di ignoranza collettiva, aggravata dal fatto che anche chi non conosce il poeta conosce bene la scuola. La superficialità che accompagna le azioni comunali, che ha, perbacco, tempi di realizzazione per così dire giapponesi, non conosce regole, e si accompagna a una ignoranza cromosomica e collettiva. Vero è che buona parte dell’opposizione non ha votato, ma, diamine, in commissione l’avranno letto il regolamento. Oppure no, non l’hanno neanche letto, maggioranza e opposizione, presidente e assessore relatore. Insomma tutti o ignoranti o irresponsabili tanto da non leggere quello che approvano, non si scappa, delle due l’una.

Ora sarebbe il caso di dire un bel “ma in che mani siamo finiti”? Il bello è che sulla facciata della sede comunale è affisso uno striscione che inneggia alla cultura. Ma quale cultura? Qui se uno sbaglia non trova nessuno che lo corregga. O meglio se uno è ignorante, non trova nessuno che non lo sia. Una colossale figura di cacca, oserei dire.

Quindi:

  1. Eliminate di corsa quello striscione, chè davvero suona sinistro;
  2. Correggete il nome della scuola di corsa e soprattutto
  3. Chiedete scusa, alla città, al poeta, alla sua famiglia e andate a STUDIARE, se non tutto dai testi sacri, almeno dai suntini Simone.

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