Lo sbracamento

Lo sbracamento

La propaganda degli antifascisti, e ho detto tutto.

La campagna referendaria offre qualche spunto curioso.

Il primo: trattandosi di una scelta politica, il confronto avrebbe dovuto svolgersi tra partiti. Invece si è svolto tra i partiti del sì e i magistrati, promossi ancora una volta al rango di attori politici. Un ruolo cui ambiscono da tempo e che esercitano con disinvoltura, pur proclamandosi custodi severissimi della Costituzione. A fare da contorno, gli esponenti della sinistra più radicale nel ruolo di semplici paggetti.

Il secondo spunto sfiora la farsa. La campagna per il no ha assunto un tono goliardico: si evocano baratri democratici e catastrofi istituzionali che il sì produrrebbe. Nelle norme non se ne trova traccia, ma poco importa: la chiave interpretativa di Gratteri e soci provvede a disegnare scenari da apocalisse imminente per chi ama il genere.

In realtà la campagna del no nasce da un piccolo tradimento. La sinistra, fino a ieri, della separazione delle carriere era una sostenitrice convinta. Poi sono cambiati i tempi — e soprattutto le convenienze. Così, dopo aver celebrato le nozze politiche con il giustizialismo alla Gratteri, non poteva certo abbandonare per strada quei magistrati che concepiscono la loro funzione come missione moralizzatrice del Paese. Per fortuna — secondo loro — c’è sempre qualcuno pronto a redimerlo.

Il risultato è un opportunismo di quart’ordine che, nel tentativo di darsi dignità politica, è finito nello sbracamento.

Invettive, minacce, slogan vuoti: il repertorio è quello abituale di Conte e compagnia cantante.
Chi vota sì è fascista. Con il sì la giustizia sarà telecomandata dalla politica. Dopo la vittoria faremo i conti con voi. E così via, in un crescendo di sciocchezzeminacceingiurie senza base, cantate da un coro stonato di sabotatori dell’intelligenza (c’è sempre qualcuno che la cede in uso ai sabotatori).

Se si volesse scendere al loro livello, verrebbe da dire — usando lo stesso metro — che chi vota no è un laureato in ignoranza: uno cioè che ha frequentato con profitto la facoltà dell’ignoranza uscendone col massimo dei voti. Ma ho abbastanza rispetto per me stesso da non dirlo ufficialmente. Anche se la tentazione sarebbe forte.

Di questo passo non stupirebbe sentire, domani, che con il sì erutterà il Vesuvio, che il sangue di San Gennaro non si scioglierà per cinque anni e che la terra tremerà con magnitudo 250 dalle Alpi alle Piramidi. Magari con un’appendice: donne private del diritto di voto e concorsi pubblici riservati ai soli maschi, purché dichiaratamente bisessuali.

A quel punto la campagna per il no avrebbe finalmente raggiunto la sua forma più coerente: la caricatura.

Posts Carousel

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos