L’uomo e la mente, i peggiori nemici.
Accettare la vita così come viene equivale al “sia fatta la tua volontà” del Padre Nostro.
E’ un principio Zen, che indica come si debba accettare la vita che viene, appunto, senza volerle imporre niente.
L’accettazione della vita è di certo un fattore rasserenante, sebbene l’accettazione significhi, per lo più, accettazione di tante cose che non vorremmo. Quando invece accade qualcosa che vorremmo, lo stesso principio minimizza il successo lasciandoci padroni di noi stessi.
Le cose, brutte e talvolta buone, se non le accettiamo, ci pesano sulle spalle come macigni, mentre la consapevolezza del doverci convivere, ne attenua ogni pericoloso effetto.
Il principio si equivale in entrambe le filosofie, quella cristiana e quella buddhista Zen.
Entrambe ci portano a non identificarci con le nostre aspettative, ad andare oltre l’io, e ad avere una visione giammai egoistica, ma che si relazione con gli altri.
Entrambe ci sfidano a essere meno razionali e a credere nell’invisibile, nel “non” razionale, nel non materiale: il corpo come veicolo e una mente universale, ad avere fede, appunto.
Porre al centro Dio, o un universo, cambia poco la questione, secondo me. I percorsi sono identici.
Al mantra si contrappone la preghiera incessante, alla meditazione l’adorazione di Dio, allo stare seduti a gambe incrociate, lo stare inginocchiati, in tutti i casi proiettandoci al di là del nostro ego, che diventa la cosa meno importante di cui tener conto.
E se lo Zen ci invita a meditare e a liberare la mente dai pensieri distruttivi o illusori, mediante lo stare seduti o attraverso la più profonda concentrazione anche nel semplice fare pulizie, la preghiera incessante persegue lo stesso obiettivo, liberando la mente dalle distrazioni egoiche.
Dopo anni di materialismo razionale, durante i quali la religione è stata strumentalizzata politicamente, potrebbe nascere un’altra alba spirituale e ce ne sarebbe davvero bisogno.
Magari comparando ogni religione e trovando quel filo conduttore comune che è il primario bisogno di provare a essere in ogni caso, se non felici, almeno sereni. Se mancano ideali politici, che hanno segnato il fallimento più totale, che siano i valori religiosi a guidarci.

















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