Sacro e profano, così intimi, solo a Potenza.
Dell’ordinanza anti residenti del centro storico, ormai, si è detto tanto e da più parti.
E’ interessante, però, coglierne aspetti apparentemente secondari, che uscendo dai binari del puro diritto amministrativo, tracimano nel consuetudinario “che poi vedi tu come fare”, caratteristica se vogliamo molto meridionale che cuce, a misura, un settore nel quale discrezionalità amministrativa e potere del momento si coniugano alla perfezione.
Nell’ultima parte dell’ordinanza, infatti, si legge che “deroghe e integrazioni al presente provvedimento potranno essere stabilite dal personale operante della polizia locale e delle forze dell’ordine a seconda delle contingenti esigenze”.
Come dire che un vigile potrà far parcheggiare tizio o impedire il passaggio a piedi di caio, il tutto in base a una esigenza contingente.
Ed è sulla contingente esigenza che si vedrà se vale più un attacco di diarrea o la pigrizia cronica, se non congenita, di chi non muove un passo a piedi, for example, of course.
Ma la sensibilità dell’operatore potrà scattare anche a un implorante “non mi faccia perdere Affari Tuoi” o al molto italiano “mia moglie -e qui si scatena il sessismo- ha appena calato la pasta, lei le mangia gli spaghetti scotti?”.
Delegare questo potere ai vigili non so quanto sia legittimo, rappresentando per gli operatori una bella responsabilità. Metti che quell’SOS era per un infarto e non gli ha dato conto, oppure metti che quello di prima non mangiava la pasta e ha detto una bugia, insomma una bella responsabilità che nessuna legge delega loro, rimanendo, però, un’ottima maniera per scaricarla, la responsabilità, da chi ha sicuramente fatto tre volte il militare a Cuneo ai poveri operatori.
Ma ora arriva il bello.
Mettiamo che il vigile o la vigila che mi consentono di passare con l’auto, perché la mia smorfia di dolore e di sforzo per mantenere la diarrea nei ranghi ancora per qualche minuto, non sia l’unico ostacolo, ma che se ne presenti un altro dopo cento metri. Ebbene pare che sia stata studiata la soluzione:
il primo vigile, o la prima vigila, se rimane convinto/a della contingente esigenza, rilascerà un cartoncino con lo stemma comunale del colore proprio dell’esigenza; il cartoncino, quindi, che potrà essere esibito senza necessità di confessare di nuovo l’esigenza contingente, sarà:
marrone, per gli attacchi di diarrea
amaranto, per la diarrea con ulcera;
grigio, per gli attacchi di panico, come tali valutabili solo dal vigile, a suo insindacabile giudizio;
giallo, nausea o vomito;
nero, mal di testa feroce;
rosso, ferita da punti;
verde, ho dimenticato il portafogli a casa;
arancione, raccomandato;
blu, varie ed eventuali.
E il gioco è fatto. La macchina funzionerà alla grande e nessuno, neanche i soliti noti, potranno protestare.
Chè poi, la scienza amministrativa è materia in piena evoluzione, e a Potenza insiste il laboratorio più creativo.
Da Potenza, luogo dove il sacro e il profano comandano senza litigare e dove puoi professare la tua fede alla processione anche ruttando per digerire quanto mangiato e bevuto.
Amen.

















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