Eh sì, vabbè.

Eh sì, vabbè.

Ma l’Atalanta è una squadra italiana?

L’Atalanta è la squadra che, alla fine, avrà giocato più partite di tutte le squadre. A oggi solo la Fiorentina ne ha giocate un numero uguale, ma inevitabilmente, alla fine ne avrà giocata una in meno, e cioè la finale di Coppa Italia.

Riesce però a non avvertire stanchezza e continua a correre più degli avversari. Questo è il dato più rilevante, perchè, in Europa, mai una italiana aveva questo record di aggressività, velocità e resistenza.

Nella semifinale con l’Olimpique ha dimostrato di avere nelle gambe la potenza del centometrista e la resistenza del maratoneta. Ma basta ricordare le bastonate rifilate al Liverpool, squadra usa a giocare tantissime partite a ritmo forsennato per farsi una idea precisa.

Arrivare a una finale importante segnando tre gol a ogni passaggio di turno al malcapitato avversario è un altro dato impressionante. La fuga di Tourè, nel recupero, che ha dato metri e metri all’avversario che provava a rincorrerlo, illumina sul grado di preparazione raffinato cui è finalmente giunta un’italiana.

Poi il modo di giocare, davvero unico, con quella esasperazione dell’uno contro uno, nella fase difensiva, e quell’ampiezza di campo, in quella offensiva, è un bel vedersi, fino all’ultimo secondo di gioco.

La difesa che anticipa sempre gli avversari, che morde loro le caviglie, un centrocampo duttile e arcigno, fanno il resto.

Vedere una ex signorina come De Ketelaer rincorrere gli avversari e azzannarli indemoniato, per poi staccare di testa in area avversaria, è uno spettacolo che al Milan hanno solo sognato. E via discorrendo.

Insomma abbiamo un Guardiola ma gli italiani non lo sanno. Eppure chi crede di capire di calcio non deve aspettare i trionfi per capire quanto sia grande il talento di un tecnico. Da noi si osanna ancora un Allegri inguardabile e roba del genere. La stampa francese ha dichiarato, con indiscutibile onestà intellettuale, che fra l’Atalanta e l’Olimpique c’era una classe di differenza. Da noi si preferisce dar voce a giocatori che dicono di Gasperini essere un tiranno insopportabile e un pessimo uomo. Da noi si è giustificato Mazzarri, ma non esaltato Gasperini, che negli anni, stupisce sempre in bene. Se perde tre volte Calzona, può accadere, la colpa sarà del fantasma formaggino, ma basta una sconfitta dell’Atalanta per far piccolo un gigante come Gasperini.

Questi, quest’anno rischia di centrare un piazzamento Champions da quinto, se non da quarto, e di vincere due coppe, con una cosiddetta provinciale e a suon di gol, e che gol (alcuni, magnifici da giovanissimi prodotti del vivaio), insomma roba da fargli un monumento sportivo.

E, se gli capiterà di perdere le due finali, arriveranno a dire che è una incompiuta e che non vincerà mai. Balordi. Sempre pronti a negare l’evidenza e a ignorare il genio tecnico, da provincialotti quali sono tutti i giornalisti sportivi (oddio, non solo sportivi).

Eccolo, è arrivato. Sempre a giudicare gli altri. Ma vai a quel paese.

Ci andrei tosto, anche perchè, a differenza degli amministratori che hanno ridotto Potenza a città dove si sconsiglia di vivere ma che giurano di amarla, a me Potenza non dispiacerebbe ma, ormai, non la amo più. Ah!, se potessi berrei un paio di bionde ora.

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