E’ sempre tempo di saldi

E’ sempre tempo di saldi

Cosa ne penso? Io?
Non so, davvero non so.

Che la nostra democrazia abbia bisogno di una scossa mi sembra pacifico. Come questa scossa possa arrivare, rimane un mistero.

Ma se è vero che una democrazia evoluta ha bisogno di uomini liberi, cui non manchino i valori di lealtà, onestà e responsabilità, ecco che, forse, la formula giusta è una sola: trasformare la libertà da diritto a dovere.

Non sembri un’ovvietà perché non lo è. Piuttosto è una rivoluzione epocale per l’Italia. Ci professiamo tutti amanti della libertà, ma in fondo cerchiamo solo un padrone buono (cit. Sallustio). Quello che cambia negli italiani è solo il grado di sudditanza di cui sono capaci. Pensateci. Durante le campagne elettorali siamo più o meno contattati da una serie di candidati. Chi scegliamo se non quello che ci potrebbe essere più utile? Male che va si sceglie l’amico al quale si può chiedere di tutto. E se non dovesse farsi avanti nessuno, o nessuno ritenuto utile, ecco che siamo noi a farci avanti nei confronti di quello che riteniamo più propenso a tenerci in buon conto.

Quale prova migliore di questa per dimostrare la nostra sfrenata ricerca di un padrone al quale sacrificare il tesoro più inestimabile, ma anche più oneroso da gestire, che abbiamo?

La libertà, per noi, in genere, è la possibilità di rinunciarci per ottenere qualche cosa di inestimabilmente meno aleatorio e più concreto, come un bene materiale. Chi non sacrificherebbe la sua libertà di scegliere il migliore, per esempio come sindaco della sua città, per un incarico remunerato?

Abbiamo talmente poca considerazione del nostro libero arbitrio da non considerarlo mai, se non per scegliere l’amaro da bere dopo il pranzo domenicale.

Di conseguenza non optiamo mai per, per esempio, un voto che premi le virtù di qualcuno, utili al vivere comune, ma esclusivamente per un voto che ci restituisca qualcosa. Ed è così a ogni livello, perché, in Italia, la libertà è solo merce di scambio, ha un prezzo e neanche troppo alto.

Il maggior danno che si possa fare a un italiano è, quindi, costringerlo a esercitare la libertà, assumendosene le responsabilità, uscendo fuori dalla grettezza mentale che ci vede schiavi nei cromosomi.

Nel mentre, comunque, siamo alieni dal gestire la nostra libertà, riusciamo spavaldamente a spacciarci per suoi cultori e ambasciatori, con l’incoerenza propria del buffone.

Ora è evidente che chi si trova a comandare, ha la psicologia giusta per capire che la prima cosa che gli viene offerta da tutti è la loro libertà. Un invito a nozze, perché è quello che vuole chi comanda. Il pensiero unico nasce così, dalla svendita che ognuno fa dei suoi, di pensieri, per acquisire quello di chi comanda e per quattro soldi. Chè, alla fine, non avere un pensiero da formare, rende le spalle più leggere e la tasca più piena, ed è questo l’obiettivo massimo di chi non sa vivere la democrazia, perché servo nell’anima.

Uomini liberi ne ho conosciuti davvero pochi e quelli che si spacciano spavaldamente per tali, minacciando quell’esercizio critico della libertà senza limiti o confini, sono i peggiori servi in cerca del capo giusto per le loro ambizioni.

In Italia ce ne sono troppi, in Basilicata troppissimi, a Potenza ancora di più.

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