E allora nominarono dirigente il nostrano Incitatus.

E allora nominarono dirigente il nostrano Incitatus.

Quello che non ho
è un protettore
ma non dico un santo
e ho detto tutto.

Certo bisogna avere fortuna nella vita.

Leggo di un intervento della Corte dei Conti nei confronti della giunta regionale di Basilicata e dei suoi stretti paraggi per delle nomine dirigenziali che sarebbero state fatte prima che finisse l’iter previsto dalle leggi per determinare l’elenco dei candidati fra i quali scegliere il più bello e più bravo.

Raccontata così, come la Procura della Corte dei Conti fa, e non c’è nessun motivo per non ritenere che sia sacrosanto , e salva la valutazione che ne potrà scaturire successivamente alle difese delle parti coinvolte, ci sarebbe da dire che nel regno di Basilicata non c’è regola che tenga e se il potere costituito vuol fare e/o ottenere qualche cosa (e di esempi ce ne sono tantissimi altri) la fa e/o o ottiene senza scrupolo alcuno.

Ma, come detto, ci vuole fortuna. Qualche anno fa, per esempio, mi lamentai per una nomina, e mi lamentavo da candidato, anche se esploratore, per la quale il momento comparativo dei curricula era stato sì dichiarato ma giammai provato. Infatti, chiesti più volta i verbali di comparazione, non mi vennero mai forniti, giacchè li ritenni, logicamente e legittimamente, inesistenti. Non è proprio la stessa cosa ma il sistema è simile: evito completamente di comparare e scelgo lo stesso uno dei candidati, con un criterio sconosciuto, impenetrabile, quindi misterioso, quindi illegittimo, quindi vieppiù illecito. In questo caso invece invito la gente a scannarsi per dimostrare quanto è brava, strafregandomene, tanto ho già scelto.

Complimenti.

La notizia, pertanto, non mi ha colto di sorpresa; evidentemente sono in vigore regole non scritte, non conoscibili, degne di un oscurantismo mascherato da una democrazia degna di pulcinella, con tutto il rispetto possibile per la maschera. Sembra di vivere ai tempi del “Processo” di Kafka, con l’attenuante che almeno a noi fanno vedere la Champions a colori e su schermi da cinema.

Del resto chi poteva, una volta, nominava senatore il suo cavallo, almeno ora si attinge alla specie umana (tipico esempio di evoluzione).

Ma chi s’accontenta gode, ma anche, chi non scarica scoppia. Talchè valga questa mia breve nota a indicazione di una indignazione perenne ma, ovviamente, va bene anche così. In fondo posso ancora scriverci sopra e questo residuale diritto già mi gratifica, forse perchè mi accontento di poco. In un futuro, forse, non potrò fare neanche questo più, ma magari sarò in giro in bici per l’Europa. Quindi, allora, chissenefrega, campo uguale e, ironia della sorte, creperemo tutti, io che non conto un cazzo e voi che comandate.

Bacioni, estensibili, of course.

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