Democrazia e partecipazione, parole, slogan, ma nei fatti?

Democrazia e partecipazione, parole, slogan, ma nei fatti?

Intelligenze al guinzaglio.

Hai voglia a dire democrazia se le intelligenze sono asservite.

In Italia, in Basilicata, quello che manca è uno o più spiriti critici non asserviti alle varie forme di potere. Non azzardo a dire che manca anche una totale libertà o autonomia nei poteri pubblici, altrimenti mi metterei contro la cronaca di tutti i giorni. I poteri pubblici, figli della politica, della nostra politica, non sono affidabili. Del resto la spina dorsale di un paese non è la più o meno autonoma, efficace o leale burocrazia, bensì la potenza di uno spirito critico della cittadinanza e delle sue maggiori espressioni.

Un’intelligenza veramente libera in Italia non esiste. Sono tutte più o meno asservite o collegate ai partiti. Per fare un esempio i giornalisti da noi si dividono in chi sta col governo e in chi gli sta contro. La spinta propulsiva di intelligenze avulse dal sistema partitocratico, capaci, quindi, di puntare il dito contro tutti sulla base di una competente visione delle questioni, non esiste e si finisce per giustificare tutto, anche le cose negative, o di contestare tutto, anche le cose positive. Una democrazia infantile.

Faccio un esempio: quanto è autonomo e autorevole un ente la cui guida venga affidata al galoppino del partito che governa? Un direttore competente e affidabile, invece, non avrebbe alcuna esitazione a mettersi contro chi governa o di denunciare quello che non va, ma può accadere lo stesso con un direttore qualsiasi cui sia stato dato un incarico per garantirgli lo stipendio e garantirsi fedeltà? Siamo seri.

Uno spirito critico puro, incontaminato, crea automaticamente una spirale virtuosa, come, sempre per esempio, una opposizione politica autorevole, stimola la maggioranza di turno a fare bene. Le intelligenze vere sono sprone per la politica che non pensa più e si limita a gestire il potere, attività che comporta una generale degenerazione del sistema.

Stamattina ho partecipato a un’assemblea pubblica promossa da un comitato di cittadini che, a Satriano di Lucania, protestano per i fumi provenienti da un insediamento industriale. Una partecipazione popolare che fa ben sperare per la decrepita nostra democrazia. C’erano anche i sindaci dei comuni interessati, spero disinteressatamente, ma preferirei avere prima serie conferme a riguardo. Interessi contrapposti che meritano di essere valutati e affrontati con buon senso e rapidità. Accadrà? L’esperienza mi fa essere pessimista e mi fa pensare a quanto serva un’intelligenza collettiva davvero libera e competente perché la nostra democrazia, finalmente, cresca.

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