Cambiare idea è sempre sinonimo di intelligenza?
No. In politica è l’arte di prendere per i fondelli.
Fare politica, si sa, comporta una certa elasticità mentale. Dovrebbe esserci un limite, dettato dalla coerenza, dalla dignità, dalla fede in un’idea, ma questo limite, una volta fisiologico, si è andato perso in uno con la credibilità della classe politica.
Quindi facile assistere a situazioni buffe, per non dire comiche.
A Potenza, per esempio, un candidato sindaco, dell’ultima tornata, si espresse, come si dice, mettendoci veramente la faccia (cioè con dei video) su tante cose che non andavano nella città. Argomentò con un pizzico di ironia, apparente chiarezza di idee, bonaria lungimiranza.
Fra i tanti video, col senno di poi uno più godibile dell’altro, ne girò uno che riguardava la pista rossa ciclabile che la giunta Guarente, pare su progetto anteriore, aveva realizzato a valle di Potenza. La qualificò come opera goffa, e ne aveva ben donde, come il tempo ha dimostrato inequivocabilmente, stante il mancato rispetto e controllo del suo esatto uso, oltre alla sua irrilevanza da un punto di vista urbanistico e con cenno anche alla sua pericolosità.
Ma, che vuoi, la coppola porta consiglio, e questa amministrazione, della quale lui ne è parte integrante e istituzionale, ha realizzato altre corsie ciclabili in un tratto di strada a forte traffico, dimezzando le corsie di marcia delle auto in maniera pericolosa. Opera oltre che, anche lei, goffa, anche squinternata e pericolosa, per i ciclisti e per gli automobilisti.
Questa volta, però, la parte critica e rivoluzionaria del giovane politico si è trasformata in parte responsabile della stessa goffaggine. Non ha, infatti, girati altri video nei quali auspicasse l’avvento della sua saggezza amministrativa. E già, da accusatore è diventato complice di un’operazione senza testa né coda, la stessa che fino a ieri decisamente e con ironico sorriso commentava.
Sul potere della coppola in Italia si dovrebbero scrivere trattati. Il nostro ha deposto l’orgoglio di credersi la sorgente della morale amministrativa e il potentino, abbandonando finte dimenticanze o indecorose indulgenze da suddito, ne chieda conto una volta tanto.
Di goffo c’è davvero solo l’impudenza del repentino cambiamento di opinioni.
Cambiando argomento, si sa che l’attività amministrativa si declina attraverso il procedimento amministrativo, deputato a garantire la partecipazione, la finalità pubblica e la legalità del mezzo per arrivarci. Quando un politico raccomanda qualcuno, per esempio in un concorso, senza ufficialmente andare a violentare il procedimento amministrativo, lo devia con strumenti non facilmente rinvenibili.
E’ come quando il mafioso si fa politico e legifera, delibera, decreta: in pratica quando usa gli strumenti previsti dalla democrazia per volgere l’attività amministrativa a suo favore.
Un imbroglio. Ecco, la nostra democrazia è un imbroglio.

















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