Avanti il prossimo

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Comunque si scherza, perchè, evidentemente, quantunque non ce ne fossimo accorti, dice Salvini che a Potenza si è ben governato, e questo basta e avanza.

Correva il mese di luglio 2023 e il Sole 24 Ore collocava il Sindaco di Potenza all’ultimo posto della classifica di gradimento dei Sindaci d’Italia.

Dopo qualche mese si ha notizia della riconferma della candidatura del Sindaco uscente del capoluogo di regione per le nuove elezioni comunali che si terranno a breve.

Secondo il sano principio della divisione della torta, pertanto, tocca di nuovo alla Lega l’indicazione del candidato Sindaco. Lega per niente condizionata, quindi, dalle classifiche del titolato quotidiano economico.

Mossa azzeccata, perbacco. Perchè, se dovesse essere rieletto Sindaco quello uscente, non potrà matematicamente peggiorare la sua posizione. Una furbata cosmica.

Il refrain degli ultimi tempi, del resto, è che chi ha ben governato merita una riconferma. E, dato che la attestazione di buon governo i partiti se la danno da soli, dobbiamo dare per scontato che la riconferma corrisponde a una valutazione positiva di questi cinque anni passati. Bene. Chi non è d’accordo può accomodarsi nella vicina Tito e blaterare quello che vuole seduto al bar della piazza.

Dice: ma il miglior giudizio è quello della cabina elettorale. Caspita, suona bene. Varrà la pena, allora, dare un senso anche al numero di chi non voterà per i più svariati motivi (tipo meglio andare al mare, oppure è tempo perso, o che palle votare, l’uno vale l’altro, appuntamento con la callista, disaffezione per la democrazia, vertigini, pressione bassa, colica, video giochi). Cioè se a non votare sarà una percentuale utile per il ballottaggio, il non votato dovrà andare al secondo turno e se al secondo turno dovesse essere maggiore dei voti dell’altro competitor, si dovrebbe sancire che, avendo vinto i non votanti, Potenza non sarà governata. Il che potrebbe risultare liberatorio, o meglio di essere governata, oppure anche peggio, ma avrebbe vinto seriamente la democrazia.

Mi spiego: se i partiti insistono con lo scegliere autoritativamente la figura del candidato sindaco senza compulsare nemmeno il mio salumiere di fiducia, posso essere libero di avere l’opportunità di non votare e che il mio non voto conti qualcosa?

Comunque si scherza, perchè, evidentemente, quantunque non ce ne fossimo accorti, dice Salvini che a Potenza si è ben governato, e questo basta e avanza. A sinistra potrebbero approfittare della stanchezza del sindaco uscente, del favore tributato alla novità in genere e all’esplosione di furti di auto e nelle case, nonchè del generale disarmo civico della città, per candidare una persona che incuriosisca, che dia fiducia e speranza che anche Potenza potrebbe un giorno avere marciapiedi, un centro storico dignitoso e frutta buona al mercato. Lo farà?

Stando agli spasmi politici evidenziati nella scelta del governatore, potremmo anche assistere a una goffa replica di gaffes a ripetizione. Ma il tempo è galantuomo, l’esperienza conterà pure qualcosa e quindi, chissà. Nel frattempo c’è tempo perchè Pittella ritorni al centro sinistra e renda più equilibrata la competizione. Certo, ci sarebbe materia per sganasciarsi dalle risate a iosa, ma sarebbe il botto finale di una stagione all’insegna del miglior avanspettacolo.

Sempre tesi.

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