Alla fine lo spopolamento lo faranno diventare un’opportunità, per esempio per girare la nuova serie di “Ai confini della realtà”.

Alla fine lo spopolamento lo faranno diventare un’opportunità, per esempio per girare la nuova serie di “Ai confini della realtà”.

Emigro, quindi vivo.

Insomma, chi rimarrà starà più largo. A margine la quotidiana evidente fuga di giovani dalla Basilicata, le previsioni di spopolamento massiccio per i prossimi anni riempiono le testate giornalistiche, senza che l’argomento-problema superi i commenti del dopo pranzo a tavola per diventare argomento politico di attualità.

I prossimi rappresentanti politici saranno eletti coi voti di un paio di condomini, pare di capire.

Nessuno stimolo, però, raggiunge le alte vette delle menti politiche di noialtri, che si tratti di menti use a governare ovvero che si tratti di menti use a controllare. Nisba. L’argomento è tabù.

Quasi non fosse un tragico problema, ma un qualsiasi argomento da bar, come il rigore negato all’Inter, la Ferrari che non vince più e il consenso preventivo per darsi un bacio. E sì, perché quello del consenso preventivo è un argomento che suscita più ironia di un Fico che prendeva l’autobus per andare in parlamento, per dire.

Ma, dicevo, non si registrano scossoni in materia dalle parti di piazzale Verrastro.

Immagino che con un presidente che risiede a Napoli e un consiglio di navigati statisti, una Basilicata con la densità abitativa della steppa non generi più curiosità delle luminarie che il Comune sta mettendo su. Con queste, ormai, v’è la consuetudine della vecchia conoscenza: l’orso sta sempre benone, l’albero non è cresciuto, perché ormai maggiorenne e per il resto la loro modestia, che pare spinga alla depressione più totale, oltre che la già citata mancanza di novità, mantengono la media di un Comune rassegnato al “speriamo che passino presto queste feste natalizie”.

Se i giovani scappano, del resto, dobbiamo ringraziare anche i loro previdenti genitori che, per assicurare un futuro ai figli che contenga un minimo di speranza, investono sulla loro emigrazione. Previdenti e saggi, giacchè, stante la miseria economica, le prenotate vittorie di un qualsivoglia concorso che, da anni, non premia il meritevole ma il raccomandato, sanno bene che trattenere i figli significa volere il loro male.

Ma staremo più larghi, si diranno in regione, non tutti i mali vengono per nuocere e, finalmente, il problema della casa si risolverà da solo, almeno uno è radicalmente risolto.

Rimarranno i pensionati o i prossimi pensionati che andranno a esaurimento. Quanto alla “vocazione industriale della Basilicata” cui faceva menzione il Presidente Somma in tv ieri l’altro, tocca chiedersi se scherzasse o cosa. Non abbiamo un’autostrada, un treno o un aereo ma abbiamo la vocazione industriale. Di industriale c’è solo la produzione di slogan, dalle nostre parti, ma provo a immaginare un alieno che, entrato nel corpo di un consigliere regionale, fate voi se di maggioranza o di opposizione, io non riesco a distinguerli, affronti la questione.

Lo chiameremo il consigliere Pincopallo.

Prima pagina del Gazzettino Lucano del 2/12/25: Pincopallo formalizza la richiesta di un consiglio regionale aperto sul tema “spopolamento della Basilicata fra paura e speranza”. Il Presidente del Consiglio Regionale, sensibile al problema, pone la richiesta all’ordine del giorno del gabinetto di Presidenza e promette una seduta speciale per metà gennaio.

Ma arriva febbraio e non è accaduto nulla. Pincopallo reitera la richiesta e indice una conferenza stampa con sociologi, industriali e politici, chiama anche il Vescovo, ma questi declina l’invito per pregressi già presi impegni pastorali.

La conferenza stampa passa in sordina e il Consiglio speciale non viene fissato. Pincopallo si incatena davanti alla sede della Regione ma più della solidarietà di Bolognetti non ricava. Pincopallo scrive al ministro al ramo, fa un appello sul Fatto Quotidiano e Repubblica, ma non gli viene pubblicato, riprova con La Verità e il Corriere della Sera, ma l’argomento non buca la cortina di ferro delle redazioni, use a ben altri argomenti.

Pincopallo, stanco, chiama i suoi superiori: Base, Base, qui Terra, è tutto inutile venitemi a prendere. E quindi riparte restituendo il corpo al consigliere che prontamente ritira l’istanza di consiglio aperto.

In Regione nessuno se ne accorge nemmeno. C’è il problema dell’acqua, quello delle inutili scale mobili (perché non le prende nessuno) e la nomina del nuovo direttore del San Carlo che incombono sulla triste Basilicata.

E già, perché da noi, vivaddio, si va avanti così e la Basilicata diventerà un vasto paesone con un bar affollato da tre o quattro pensionati che, fra una birra e un caffè, si accapiglieranno sul Napoli che non va più come l’anno scorso.

Beata innocenza.

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