Amministratori si nasce.
C’è un gioco televisivo nel quale bisogna indovinare una frase avendo a disposizione soltanto qualche consonante e qualche vocale. Il concorrente può però investire parte del suo montepremi per acquistare una vocale.
Mutatis mutandis il Comune di Potenza, eterno giocherellone, dovrebbe acquistare una consonante per aggiungerla alla targa riportata nella nota, giacchè il nome esatto è Rossano, con una esse in più. Dice ma che vuoi che sia una esse. Vero. Quindi possiamo giocare a passeggiare per via Retoria o per via del Popollo, per dire.
Ma un errore ci può stare, diamine, da parte del realizzatore, magari perché ha avuto informazioni sbagliate oppure perché era distratto dall’ultima serie di “You”. E’ quando la distrazione si fa collettiva che non tornano i conti.
Quindi nell’ordine si sono sbagliati: il progettista, il realizzatore, chi ha verificato la bontà dell’ordine, chi lo ha infisso e chi, del Comune, è andato a verificare il classico “tutto a posto”. Ed è su quest’ultimo personaggio che sorgono i maggiori dubbi: esiste uno addetto al “tutto a posto” o come si diceva “basta la fiducia”, o una stretta di mano o uno sguardo d’intesa?
Ma, se è dai particolari che si giudica un giocatore, varrà lo stesso anche per un amministratore, la cui superficiale leggerezza sconfina in una nuova toponomastica dove i nomi cambiano o magari se ne inventano di nuovi?
Stando alla regola, ora, il responsabile dovrebbe prendersi la briga di levare l’insegna farlocca, farne fare una esatta e operare la sostituzione, a sue spese, beninteso. Non accadrà e le scale avranno cambiato nome. Probabilmente fra venti anni l’errore sarà stato metabolizzato e per tutti saranno le scale Rosano con tante scuse per la storia e la tradizione, ma, per mille canederli!!!, che ce ne frega della storia?
Sul municipio campeggia uno striscione che inneggia alla cultura. E’, evidentemente, una nuova cultura, un nuovo corso, nel quale semmai un domani neanche troppo lontano potremo anche chiamare il Ponte di Montereale Ponte della rimozione, almeno così saremo coerenti. Ecco una toponomastica coerente. Piazza del Sedile diventerà piazza della Scia e tutti vissero felici e contenti.
Nota a margine:
il lungo Basento chiuso nei mesi estivi per lavori è come se a Cervinia decidessero di fare i lavori alla seggiovia in inverno, ma non ci imiteranno. Loro ci tengono, noi siamo superiori.

















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