Mercenari allo sbaraglio

Mercenari allo sbaraglio

Ecco, siamo arrivati alla fase padel dell’impegno politico di ognuno, come alla fine delle carriere degli sportivi professionisti, o come per i pensionati, che devono occupare il tempo.

Premessa importante:

Renzi passa col centro destra, in Basilicata, dopo essere stato il segretario nazionale del PD.

Calenda pare voglia imitarlo, dopo che Pittella, il suo maggior esponente lucano, ha governato la Basilicata per il PD.

Svolgimento:

le idee sono scomparse insieme alle ideologie. Al loro posto, oggi, ci troviamo le cosiddette “postazioni”, cioè posti di potere. La prova sta tutta nella mancanza di differenze fra governi di destra, di sinistra, di centro destra, di centro sinistra. Non è dato capire se i due già massimi esponenti del PD verranno soddisfatti in termini, appunto, di postazioni, in Basilicata, ed è bene chiedersi come il fenomeno si declinerà a livello nazionale.

In definitiva non esisterebbe più l’elettore del PD, ma quello di Pittella, che, come un pastore col gregge, decide dove portarselo dietro. Confortante. Dico soprattutto per le pecore. Queste, una volta consapevoli del ruolo, perbacco, possono anche esercitarlo con la giusta supponenza.

Quindi se le idee o ideologie una volta erano il traino di folle più o meno ardimentose e politicamente impegnate, oggi è il personaggio che le ha sostituite. Questi è quindi diventato come un santo patrono, una mezza divinità, che, stante la sua magnificenza e divina autonomia, può collocarsi dove più gli conviene nel panorama politico. Questo è ormai misero assai se ha accettato la sostituzione di idee e valori, principi e teorie, con la fede in un mortale più o meno qualsiasi.

Ne consegue che se io prima votavo a sinistra perchè credevo nel socialismo, nell’uguaglianza, nell’abbasso i ricchi che approfittano dei poveri, nei diritti delle minoranze e blablabla, oggi tutta la fede, riponendola in un quisque, quale entità fisica, e giammai nelle sue idee, chè, abbiamo detto, non esistono più, devo ottenerne qualcosa in cambio e dal momento che non c’è tanta trippa per tutti, ecco che i lucani, gli italiani, finalmente, sdegnati, non vanno più a votare.

Della serie, se non inseguo un ideale, ma una persona, che mangia e beve come me, rutta, peta e fa battute stupide o intelligenti, che insomma, vive al mio livello, qualcosa questo deve pur restituirmela, altrimenti che mi frega?, tanto vale andare a giocare a padel il giorno del voto.

Ecco, siamo arrivati alla fase padel dell’impegno politico di ognuno, come alla fine delle carriere degli sportivi professionisti, o come per i pensionati che devono occupare il tempo.

Il mio invito, pertanto, è di non votare per questi ambigui personaggi che agli ideali hanno sostituito il potere personale. E quelli che lo faranno saranno considerati come i mercenari che non combattono per la patria ma per lo stipendio; un’occupazione come un’altra perbacco, ma dallo scarso valore morale. Col vantaggio di non rischiare la vita. Beninteso quando dico di non votare questi personaggi mi riferisco a tutto il panorama della politica, tipo tutto l’album Panini dei politici d’Italia (comprensivo di trasferimenti, prestiti e scambi), chè è davvero difficile salvarne uno.

Le processioni di sudditi al cosiddetto evento, quando cioè un cosiddetto big arriva nella città di provincia, gli applausi a ogni sermone, e la stretta di mano per la personale gloria, sono i residui di una passione politica che una volta riempiva le piazze, ora riempie sì e no il Grande Albergo.

Morale:

Quando, dopo aver votato, ti prende la nausea, non pensare ai peperoni della sera prima, gli ortaggi non hanno colpe.

Quanto al centro destra che ormai imbarca tutti, non parole ma opere di bene.

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