Tiè, leggi!

Tiè, leggi!

Nel 1986, pare che Galella espresse preferenza per il cioccolato bianco.

Che scoppola l’Atalanta. Praticamente, per un tempo, non ha capito niente. Un avversario tanto perfetto da risultare odioso e l’ho odiato, tranne inchinarmi, alla fine, a un centrocampista avversario, ultratrentenne che non ha sbagliato una palla e del quale preferisco non ricordare il nome per la rabbia.

Per ammortizzare il colpo tocca buttarsi sulle amenità. Come quella di Mattarella che si è travestito da storico del 2080 e ha raccontato delle similitudini fra Hitler e Putin. E’ certo che Mattarella non si scrive da solo quello che recita, 1) perché non ne avrebbe il tempo e 2) perché altrimenti dovremmo convincerci che non abbia nessuno dietro e questo è impossibile.

Soltanto gli avranno cambiato, a sua insaputa, o meglio senza chiedergli il parere, gli studiosi che scrivono per lui. Avranno pensato, dopo quasi un decennio, che a scrivere ovvietà, e poi a recitarle, non c’è bisogno di un Presidente e di un apparato immenso. Quindi cambio di rotta e discorsi sconvolgenti. Ma tanto sconvolgenti da rischiare di dar inizio a un conflitto bellico, per dire. Ecco, sarebbe il caso di conoscere questi autori e sceneggiatori e da cosa e da  chi sono mossi. Pensate, un uomo ritenuto da tutti il prototipo della mitezza che prende a schiaffi Putin: quindi non sarà l’uomo più mite del mondo o non le avrà pensate e (mal) studiate lui.

Ho idea che abbia dietro qualche filoeuropeista geloso di Trump. E Mattarella, docile, ha obbedito, scatenando il putiferio. E’ così difficile mantenere equilibri in politica estera che è evidente come quel discorso volesse irrompere da rompighiaccio per mano del più ingenuo dei capi di Stato europei.

Non immaginare, dietro quel discorso, una manovra politica europea ben congegnata, anche se scellerata, sarebbe da idioti.

In politica niente si fa con leggerezza. Tutto è studiato, anche nei particolari. La scelleratezza della sinistra europea, e italiana, è da manicomio.

Ma torniamo alla regione Basilicata dove l’inglese è di casa e alla domenica si cucinano le braciole.

Tocca conferire ad Alessandro Galella il premio per il politico lucano più attenzionato da alcune testate. Vengono quotidianamente alla luce, infatti, significativi suoi like o post ripubblicati negli anni passati quasi a descrivere l’identikit di uno che, da ragazzo, semmai, mangiava solo cioccolato bianco perché già razzista. Suvvia, sarà goliardia. No!, è giornalismo d’inchiesta. Giura!  Giuro!

Bene, queste riflessioni tra il serio e il faceto, lo ammetto, non mi hanno fatto assorbire la batosta in Champions. Tocca rinnovare seriamente. Ma mi sa che il mio Gasperini cambierà aria. E quindi mi tocca cambiare squadra del cuore. Che palle mi ero davvero affezionato.

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