Stadio e piscina, che cuccagna.

Stadio e piscina, che cuccagna.

Che vuoi di più dalla vita?
Uno stadio.

Stadio nuovo, piscina olimpionica, il nuovo che avanza, lentamente, ma imponendosi su tutti gli altri problemi.

Sembra che a Potenza, dove i giovani reclamano notti brave e vecchietti insonni, non esista altro importante problema che stadio e piscina. Anche l’acqua è un problema regredito al di sotto del podio. Figuriamoci spopolamento, disoccupazione, scuole fatiscenti, asili pure, barriere architettoniche, mezzi pubblici privi di utenti, e robetta simile.

Sono state invertite le priorità, quasi che quando una cinquantina di persone avranno modo di guardare una partita di pallanuoto e quattromila si godranno in poltroncina la squadra del cuore, chissà poi in quale serie, torneremo a essere un capoluogo serio, servito, accogliente, ricco e culturalmente evoluto.

Già il fatto che le assolute priorità siano piscina e stadio lascia un grosso dubbio sul livello culturale generale, non che siano opere da disprezzare, tutt’altro, ma fa specie che si parli di loro e non di altro con la stessa veemenza.

Gianluigi Laguardia, per esempio, parla anche di decoro urbano del centro storico, afflitto da terrazze sporgenti e cantieri perenni nei quali non si muove una mattonella da anni e anni. Ha torto? Temo proprio di no, ma nessuno, dai notabili ai politici, dai giovani ribelli e insonni ai commercianti, dai vigili ai testimoni di Geova, dal Vescovo al Prefetto, batte becco a riguardo. Ma alla regione per stadio e piscina si tengono riunioni su riunioni.

A Potenza, con effetti anche regionali, si batte la fiacca quanto a obiettivi pubblici. Non c’è livello che non subisca questo intorpidimento dei cervelli per fini generali, è sempre tutta un’emergenza o un diversivo.

Ho notato, soltanto, un rigurgito di giornalismo di denuncia appena ieri, da parte del TG3 che ha, udite udite, raccontato dello stato di degrado e di abbandono dei parchi pubblici a Matera. Roba da non credere. Anche perché la situazione si protrae da anni, ma se non si insediava il centro destra il discorso era da evitare. Benvenga, comunque, ben sapendo che se ne raccontano una ne tacciono cento. Fa parte del gioco. Al massacro. Tanto, ai potentini, devono pur pensare, se gli dai stadio e piscina li tieni fessi e contenti.

Bacioni, estensibili.

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