Spavaldamente inaffidabili ma col sindaco analgesico.

Spavaldamente inaffidabili ma col sindaco analgesico.

Ho una terribile emicrania, spero di incontrare il sindaco subito, chè non ce la faccio più.

Noi italiani, che perfettamente laici non lo siamo mai stati, sulla spinta di una sinistra che ha perso la stella polare da tempo, scimmiottiamo una presunta maturità civica, mettendo in discussione i crocefissi e i presepi, pur nutrendo una incoerente e crescente idolatria per il Papa (a margine quella per il Presidente Mattarella, da presumere indotta nelle teste italiche come il no al referendum).

Nello stesso tempo il sindaco di New York, Mamdani, indice la giornata dell’hijab, che di laico non ha neanche una sfumata apparenza. Cioè, noi arriviamo a vergognarci del crocefisso, mentre i musulmani esaltano le loro tradizioni, per quanto siano significativamente contro la libertà della donna. A tal proposito il movimento femminista mondiale ha perduto per strada ogni significato come il PD in Italia, avendo barattato, entrambi, le lotte che li hanno contraddistinti, con le carriere dei loro alfieri. Un po’ come è accaduto ai sindacati che, della difesa dei lavoratori non hanno neanche più il ricordo, tessendo, invece, imperterriti rapporti con la politica per assicurarsi poltrone personali importanti.

Nutrire un sì importante complesso di inferiorità e riuscirlo a coniugare, con abilità rara, con lo stesso spavaldo trasformismo che ci trasformò, appunto, da nemici in cobelligeranti nella seconda guerra mondiale, giammai alleati, fa dell’Italia uno stato che con l’affidabilità ha lo stesso rapporto che un barboncino ha con la fisica nucleare.

Trasformismo ben rinvenibile anche nel sud del sud dell’Italia, cioè in Basilicata, laddove da efficienti amministratori, capaci di indire un paio di gare, per appalti milionari, in poche ore, ci si trasforma in indolenti e approssimativi burocrati che dopo circa un paio di mesi dall’annullamento delle su citate gare, ancora non riescono a decidere quale sia il bene della città, se, cioè, confermare la scelta operata nelle gare lampo, con risarcimento incluso, o affidarsi a chi aveva diritto a vincere quelle gare. Che, poi, sarebbe interessante sapere, alle illegittimità sancite, quale sia l’elemento psicologico da collegare, se, cioè, un dolo specifico (so di violare la legge e me ne frego), un dolo generico (so di sbagliare, ma non ho altri particolari fini) o una plateale colpa lieve o grave, ben sussumibile nella più ampia categoria dell’ignoranza. Conoscere quale sia l’elemento psicologico esatto, però, mannaggione, non allevia la pena del cittadino che, in ogni caso, rimane travolto dalla cattiva amministrazione.

Trasformismo, si diceva, ancor più rinvenibile nell’abilità di prospettare quale problema personale una richiesta di potere aggiuntivo, ottenuto il quale il problema personale scompare in pochi minuti. Come col Moment, ingoi la pillola e il mal di testa scompare. Sindaco-analgesico, come dire.

Ultimo nazionale esempio di trasformismo è quello del Presidente Mattarella, che da Presidente della Repubblica arriva a girare spot di bassa lega che solo il mainstream corrente converte in eroismo nazionale. Un Presidente ormai quotidianamente presente in TV, a Trieste come a Genova, a Cagliari come a Lecce a dire banalità spacciate per sapienti e sagge riflessioni da una informazione che dire globalizzata è poco e che nell’omologazione delle menti pare abbia trovato il suo fine specifico e malvagio.

A rimanere puro e incontaminato c’è solo, ormai, il tifo romanista, incapace di reggere una vittoria siccome una sconfitta: per lui la sentenza definitiva è a ogni fine di partita: squadra eccezionale o scarsissima, in un’altalena di umori così cronica da sembrare fisiologica, del tipo guai a dare un giudizio che non sia settimanale, perché il campionato inizia ogni lunedì per finire alla fine della settimana.

Bacioni, dei quali si potrà fare quello che si vuole, regalarli ad altri, consumarli per sé stessi o accumularli come con le carte fedeltà nei supermercati, dove dopo una spesa di diecimila euro ti regalano un pocket coffee.

Posts Carousel

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos