Una questione tecnica affidata ai fan di partito.
Visto che storici, attori, menestrelli vari, si ritengono in diritto di spiegare le ragioni di un no al referendum sulla separazione delle carriere, vuol dire che un avvocato con una lunga vita professionale alle spalle, come me, può altrettanto, e di più, dire la sua.
Orbene c’è chi confonde la presente riforma con quella della giustizia che si reputa primariamente indirizzata a una velocizzazione dei processi. Non v’è nulla di più ingannevole. La durata dei processi non spartisce neanche il quarto d’ora di ricreazione con la separazione delle carriere e confondere i due problemi è da lestofanti.
Poi mi viene spontanea una riflessione: ma, porca miseria, se l’attuale sistema ha partorito quella dittatura delle correnti, che con Palamara ha toccato l’apice della vergogna, tanto da indurre il suo ultimo alfiere, dopo lo sputtanamento, beninteso, addirittura ad autodenunciarsi assieme a tutto gli altri, perché i magistrati ritengono tanto inopportuno il sorteggio per la scelta dei componenti del CSM?
Le correnti hanno fatto il bello e cattivo tempo. Hanno promosso carriere e bocciate altre, senza alcun collegamento col merito, hanno portato la classe dei magistrati allo sberleffo pubblico, ne hanno ridotto autorevolezza e trasparenza e pretendono che si continui così?
Le correnti, che altro non sono che associazioni private, hanno letteralmente comandato, senza averne diritto, il mondo della magistratura, hanno politicizzato tante indagini e polverizzato ogni forma di trasparenza. Ma, poi, il fatto che non rispettino la funzione legislativa, e, da potere distinto, la valutino negativamente, significa tracimare il proprio ambito invadendo un ambito, quello legislativo, appunto, che non compete loro.
E la circostanza che eminenti esponenti del No, solo qualche anno orsono predicassero all’incontrario, leggasi Gratteri, è una conferma della strumentalizzazione in atto.
Ogni paese civile e seriamente democratico attua la separazione delle carriere e questo anche perché le due funzioni, accusatoria e deliberatoria, sono ontologicamente diverse e contrapposte, giammai sovrapponibili o affiancabili; la loro confusione in un unico corpo, è, questa sì, figlia di regimi autoritari che con il garantismo non spartiscono nulla. Io, accusato, ho diritto di sapere che il mio accusatore non faccia parte del corpo professionale di chi mi giudicherà, che conviva nello stesso Consiglio Superiore, che dirige la vita professionale di entrambi, con PM che concedono trasferimenti a giudicanti e giudicanti che promuovono le carriere dei PM. Già solo questa colleganza diluisce le due rispettive autonomie, annebbiando ogni seppur parvenza di trasparenza.
E’ vero che tante sentenze smentiscono le indagini dei PM, anche troppe se vogliamo essere precisi, ben oltre una soglia diciamo fisiologica, ma è altrettanto vero che tante indagini vengono sposate dai Gip, prima di affondare in dibattimento, quando il danno è già causato, con uno scellerato arresto, con una divulgazione di intercettazioni e con le conseguenti retrocessioni da uomini a delinquenti ormai bell’e fatte.
Di conseguenza non saranno le sentenze che smentiscono le indagini a garantire indipendenza fra le due figure. Gli è che le due funzioni devono essere e risultare “contrapposte”, come lo sono l’accusa e la decisione, distanti, autonome, insomma due cose diverse che, per essere davvero tali, non possono far riferimento a un corpo unico di magistrati.
Quanto alle paure, sbandierate come certezze, poi, che i PM possano essere sottomessi alla politica, ebbene, la Costituzione non dice questo e non c’è scritto da nessun’altra parte; sostenerlo è truffaldino. E fintanto che sarà in vigore l’obbligatorietà dell’azione penale, che non mi sembra messa in discussione da nulla e da nessuno, e neanche dagli sostenitori del NO, non è semplicemente neanche dichiarabile che la riforma tolga potere ai Pm. I loro poteri rimangono gli stessi, perbacco, così come le loro prerogative e dire il contrario, è, come detto, quantomeno truffaldino.
E così ho detto la mia, spinto dal fatto che, come detto, sul tema parlano tutti, anche chi non ne capisce niente, non ha mai visto un processo, né lo ha vissuto come parte o per professione, ma che parla per un’appartenenza politica e ideologica, benchè un’ideologia fondata sulla bugia abbia connotazioni perverse e pericolose assai.
Bacioni, estensibili, beninteso, in famiglia e nel condominio.
















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