La melonata

La melonata

I personaggi della melonata, usciti umiliati e malconci dall’appuntamento della vita, dimostratosi un appuntamento della vita solo per loro, assumono l’aspetto tenero dei perdenti, degli ingenui e questo basta per restituire loro quella umanità persa per la strada della politica di noi altri.

La melonata, ovvero la fregatura che il Presidente del Consiglio ha rifilato al gotha (potete stare seduti) lucano del centro destra, fissando un appuntamento e disertandolo senza avvisare, per dedicarsi a un, evidentemente già preordinato, più importante e segreto affare, chissà se di Stato o meno, rende più chiaro come, a fronte anche dei guai più immani, dei drammi personali e sociali, delle disgrazie, raramente interrotte da gioie di un attimo, non ci sia davvero niente da prendere sul serio, come Saramago fa dire a un suo personaggio in “l’uomo duplicato”.

Le guerre, gli intrighi di potere, le lotte fratricide, le elezioni, tutto non va assolutamente preso sul serio.

Il teatro è poca cosa rispetto a quella commedia che è la vita umana.

I personaggi della melonata, usciti umiliati e malconci dall’appuntamento della vita, appuntamento della vita solo per loro, ovviamente, assumono l’aspetto tenero dei perdenti, degli ingenui e questo basta per restituire loro quella umanità persa per la strada della politica di noi altri.

Questi assessori, senatori, governatori, candidati, convinti di essere qualcuno, di valere qualcosa, si sono di colpo ritrovati come suol dirsi col culo per terra, perchè hanno giocato la partita con chi si sentiva, o è poco conta, più qualcuno di loro, perdendola per KO tecnico. Proprio come in una commedia hanno recitato, senza volerlo, il dramma dell’arrivismo in un paio di atti e una regia improbabile. La commedia, riprodotta per video con mezzi semplici e un commento monotono e ripetitivo, meriterebbe, magari in una formulazione più sintetica, l’onore di uno schermo gigante da mettere in piazza alla vigilia delle prossime elezioni, per ricordare a tutti, votanti credenti, votanti atei e non votanti, che, nonevèro, non c’è niente da prendere sul serio, men che meno la politica, perchè alla fine, tutto va dove deve andare secondo schemi che, ancora una volta, si sono dimostrati superiori, incomprensibili, e, talmente autonomi e automatici, da poter fare a meno dei “personaggetti” (parafrasando De Luca-Crozza) della politica ancora in carriera.

La curiosità per l’incontro che Meloni ha avuto in segreto, pertanto, scema a ogni ora di più, perchè, anche quello, non avrà niente di davvero serio.

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