Il parco giochi più inaccessibile al mondo.

Il parco giochi più inaccessibile al mondo.

Non un alito di protesta regionale contro Anas per lo stato comatoso della Basentana, qualche vocina sottile per la mancanza di treni, il silenzio, salvo qualche boutade del governatore sui voli, in regione. Uno spettacolo. Creiamo i parchi giochi ma per arrivarci non c’è un modo che sia agevole.

Quante volte l’Italia ha cambiato padrone? Da Mussolini a oggi tanti. Ma una cosa ha mostrato una continuità fuori da ogni logica politica: la burocrazia. Questa non è cambiata dal ventennio alla prima repubblica, così come non è cambiata nell’alterarsi di destra e sinistra nel governo repubblicano.

Come DC e PCI fagocitarono la burocrazia fascista, ben lieta di cambiare padrone, così i vari Berlusconi, Grillo, Renzi, Monti e Meloni, passando per Draghi, non hanno avuto nessun desiderio di rinnovare la burocrazia. Che, proprio per questo motivo, ha assunto una autorevolezza, ma soprattutto un’autorità che sfugge ai più, ma che è lo snodo principale politico in un mondo che ha svenduto ogni ideologia per mostrarsi in una veste univoca penosamente priva di idee.

Sentire che un partito storico come il PD deve mettere assieme un programma per presentarsi agli elettori, significa che non ne ha, e un partito storico che non abbia un’idea di quello che vuole fare del domani, è la prova che di storico c’è solo la nomea ma che la sostanza è di un vuoto imperdonabile e per certi versi pure sontuoso.

La politica dovrebbe essere fatta di idee, che poi si tramutano in azione amministrativa consequenziale. In Italia non hanno neanche il pudore di tacere che non hanno un’idea che sia una, anzi lo gridano spudoratamente e lo annunciano come esigenza da assolvere.

Quindi la burocrazia domina indisturbata. Comanda, indica la via, o il percorso come piace dire ai nostri, pone veti, consente o vieta. Senza burocrazia i nostri politici sarebbero persi, incapaci anche di sapere come iniziare la giornata.

Anche in Basilicata va così. Tanto che la burocrazia si permettere di imporre un’attesa di 30 giorni per concedere gli atti comunali a un consigliere comunale, che, invece, avrebbe diritto di studiarli appena richiesti. E il bello è che i consiglieri prendono per buono il dictat della burocrazia che mostra, così, di prendersi letteralmente gioco dei politici, o meglio degli improvvisati politici.

Quindi in Italia non cambierà mai niente che non sia deciso dalla burocrazia o da chi la comanda effettivamente. Li fanno giocare, i politici, li sguinzagliano sui social, consentono loro selfies e annunci, poi li richiamano all’ordine e questi obbediscono.

Il ruolo dell’opposizione, per certi versi il sale della democrazia vera, viene svenduto per un briciolo di pane.

Al Comune di Potenza pare che più di qualche consigliere si sia fatto assumere da diverse aziende, con ruoli anche di rilievo, per poi mettersi in aspettativa, non fare niente e beccarsi un lauto stipendio a carico del Comune. Pare che la “squallida” azione sia trasversale, ma ribadisco pare. C’è chi potrebbe (o dovrebbe?) indagare e vediamo se ci tira fuori qualcosa. La burocrazia abbozza, li tiene contenti, li “nutre” e se li cresce mansueti.

Insomma, che roba di loro.

Nota a margine.

In Basilicata aumentano le iniziative per rendere un territorio naturistico di primo piano come la disneyland italiana. Piste da sci estive, altalene, ponti tibetani e via discorrendo, tutte tese ad alimentare un turismo tanto agognato quanto incoerente. Non pensano, però, a come portarceli i turisti: non una strada, un treno o un aereo, nulla. L’infrastruttura esula dai programmi di sviluppo dei nostri prodi. Non un alito di protesta regionale contro Anas per lo stato comatoso della Basentana, qualche vocina sottile per la mancanza di treni, il silenzio, salvo qualche boutade del governatore sui voli, in regione. Uno spettacolo. Creiamo i parchi giochi ma per arrivarci non c’è un modo che sia agevole. Mai un piano di sviluppo complesso che tenga conto di tutto. Idee da strapazzo isolate, che, appunto, da sole, fanno davvero trasparire la pochezza politica globale. La Basilicata sta messa davvero molto male, l’opposizione dopo il secondo mandato fallimentare di Bardi, avrebbe un’autostrada se solo fosse capace di intendere e di volere. Ma niente. Abbiamo messo una Ferrari alla guida di un ceto politico inadeguato, adolescenziale, in una parola incapace.

E questo è.

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