Si vota per il sindaco! E chissenefrega!

Si vota per il sindaco! E chissenefrega!

Importare i Sindaci in un’Europa finalmente davvero unita.

La degenerazione della politica ha portato a ritenere la capacità di un individuo non come valore ma come una minaccia.

Diversamente non si comprenderebbe come mai il livello medio dell’offerta politica sia così caduto in basso.

Sfido chiunque ad assistere a un consiglio comunale qualsiasi per rendersi conto del nulla che aleggia nei discorsi, nelle proposte, nel progetto.

Il livello di decadimento emerge, palese, anche nelle lotte di potere, sempre più simili a lotte di quartiere fra bande che a confronti democratici.

La sola espressione “dibattito democratico” è già distante anni luce dalle beghe, dalle parole, dalla violenza verbale che contraddistingue il dibattito politico odierno. Questo, trasferitosi dalle Camere alla strada, intesa questa come social o come dibattito televisivo -rimanendo la strada, oggi come oggi, a un livello più alto- non ha nulla del dibattito e tutto dello scontro fra nemici armati di supponenza, prepotenza, saccenza con condimento di violenza verbale senza limiti.

Ora va da sè che una capacità non può trovare spazio in un’arena come quella politica odierna. Una capacità non necessita di scontri quotidiani, ma di incontri, non passa per la demonizzazione di un’altrettanta capacità, ma ci stringere amicizia, si allea, fa squadra (tanto per usare una terminologia, solo teoricamente, abusata).

Quindi la società continua a correre su due binari diversi e pure divergenti: da un lato la politica e di conseguenza l’amministrazione, sempre più fallimentare e non solo in termini economico-finanzari, dall’altro la società trainata dalle persone capaci, che siano professionisti, pensatori, commercianti, industriali o artisti.

Ogni qualvolta la politica interseca il mondo civile lo inquina irrimediabilmente, con la sua purulenta, goffa e melmosa insita corruzione, con la pretesa di far prevalere le sue raccomandazioni, con la prepotenza di occupare più spazi possibili. Penso a quando irrompe nello sport, nel mondo dell’arte o delle scienze, nel volontariato, nelle professioni. In quest’ultimo caso ha la pretesa di portare avanti professionisti bravi solo nell’obbedienza politica, giammai nello specifico campo, con la conseguenza, tragica, di rendere una intera categoria assimilata alla politica, quindi inqualificabile.

Quando si dice meno stato, qualcosa significa. Ma il nostro liberalismo o liberismo ci ha portato in dote addirittura più Stato, inteso come cattiva politica che riempie ogni spazio trasformando una già becera democrazia in un sistema brutto come un mostro fantascientifico.

Dio liberaci da questa politica orrida e diabolica.

Posts Carousel

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *