Giornalismo d’assalto.

Giornalismo d’assalto.

Il Sindaco alla sbarra.
E Franti rise.

Ho avuto modo, ahimè, di guardare, ma soprattutto ascoltare, l’intervista rilasciata dal Sindaco uscente a una emittente privata, come si diceva una volta.

Commovente!

Il Sindaco, autodefinitosi pater familias dell’amministrazione della città, definizione a oggi mai sentita, e sicuramente inopportuna, per mille e una ragione che non sto qui a spiegare per ragioni di rispetto di chi vorrà leggere questo umile scritto, si duole solo di non aver bene comunicato, in questo quinquennio le sue mirabilie, alla cittadinanza. Per il resto si assolve pienamente, ma, incredibilmente lo assolve anche il giornalista che, tutto dovrebbe anzichè assolvere, toccando tale potere solo a un giudice, o a chi ascolta.

NOn è stata fatta una domanda sulle cose che non vanno in questa città, che sia una. Non una domanda su un bilancio che sprofonda e sulle motivazioni di un tanto, non è stata mossa una critica.

Sono state fatte delle domande aperte per dar modo al sindaco di fare un incontrastato monologo.

Sembrava uno spazio pubblicitario, uno spot elettorale ante campagna. Ma il tentativo è fallito, si è salvato solo per riappacificare una testata apparentemente critica, col sindaco uscente e ricandidato.

Sarebbe bello consentire a chi ne abbia il coraggio, giornalisticamente parlando, ammesso che un tale tipo di giornalismo esista in Basilicata e a Potenza, di porre al sindaco uscente domande scomode, attinenti alla realtà cittadina, domande, che, invero, neanche l’opposizione è stato in grado, in 5 anni di avanzare.

Ora, caro Papà, consentiresti che a casa tua i marciapiedi del centro siano invasi da inutili cartelli stradali piantati su rifiuti speciali o ricoperti da sacchi dell’immondizia? Beninteso, sarebbe possibile ripulire la città a costo zero da queste ignominie. Ma, evidentemente, nella città del pater familias tanto è possibile, lecito e pure cronico.

In definitiva una intervista da ultimo in classifica. Scusi? Per l’intervistato o l’intervistatore? Faccia lei.

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