Pneumatici usati, buste dell’immondizia, qua non si butta niente.

Pneumatici usati, buste dell’immondizia, qua non si butta niente.

Cari concittadini qua non si scherza, ma si lavora per voi. Diamine.

Cosa serve per vivere in una città che ti coccola, ti protegge e si fa in quattro per te, seppur pagando tasse e roba del genere?

Serve attenzione, amore e soprattutto cura. A Potenza, nonevèro, abbonda, dico la cura.

Nell’immagine riportata, infatti (e solo per esempio) si ha un condensato del senso di responsabilità, dell’estro artistico e dell’acume politico dei nostri amministratori. Guardate bene: un cartello, quello bello alto, non più in vigore, anzichè levarlo, evidentemente perchè prima o poi il relativo divieto tornerà in vigore, o chissà perchè, ebbene è ricoperto con una busta dell’immondizia, probabilmente ecosostenibile, nero così non si vede lo sporco, graziosamente stretto al collo come un grazioso foulard.

Quello piccolo, di segnale dico, è posto su un basamento un pò meno ecosostenibile (diciamo anche un rifiuto speciale), ma dalla praticità sparagnina frutto di secoli di povertà, una sorta di ancestrale dedizione al risparmio in attesa di tempi peggiori. Quello piccolo, anch’esso, evidentemente, in disuso, è rivolto alla balaustra, in maniera tale da convincere che no, non bisogna tenerne conto. Uno sciocchino potrebbe pensare che sia meglio toglierli di torno, così da rendere percorribile il già martoriato marciapiede, ma sarebbe, appunto, uno sciocchino, per il semplice motivo che non calcola il “prendilo vallo a mettere da qualche parte e poi riprendilo rimettilo sul marciapiede”, un’attività, che, francamente, dal momento che al più crea disagio ai passanti, che chi cappero glielo fa fare ad andare a piedi per dirla tutta, può essere risparmiata, meglio nello stesso tempo fumarsi una sigaretta, parlare dell’Inter e sparare cazzate o anche pensieri profondi.

Un’amministrazione attenta, diciamo, sinteticamente, brava, si vede anche da queste cose, oserei dire soprattutto da queste cose che significano avere un pensiero per i cittadini. Non averlo ci rispedisce ai tempi in cui la socialità era un germe appena piantato.

Si avvicinano le elezioni comunali, sfileranno in tanti per una conferma o per un esordio. Sarebbero gradite, non test attitudinali, ma nozioni di base di “educazione civica”, tante di quelle volte un ripasso, o più probabilmente una prima lettura, ci restituisse una città migliore, avremmo fatto il primo passo e sarebbe ora. Bacioni e un caro saluto da corso 18 agosto.

Amen

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