Certifico che tizio non può votare a causa di una strana allergia.

Certifico che tizio non può votare a causa di una strana allergia.

Ma ve l’immaginate se nell’Italia degli ultimi trent’anni non ci fossero stati terremoti, alluvioni, guerre e pandemie? Avremmo avuto sotto gli occhi uno Stato impotente, una volta di un colore e una volta dell’altro, senza che cambiasse l’ordine di marcia di una mosca.

Fare politica senza un’ideologia non deve essere facile. Senza un’idea di base, un riferimento ideale, una teoria, su cosa poggia la politica?

A questo ci hanno pensato i nuovi eroi. Invece di una ideologia un bello slogan e passa la paura. Costa meno fatica, non devi studiare e costituisce potenzialmente un vero e proprio mantra.

Poi, nella pratica, ci si arrangia.

A facilitare il compito ci pensano le cosiddette urgenze. Queste, se volessimo chiamarle col loro vero nome, dovrebbero dirsi più che urgenze le mancanze di ieri e di ieri l’altro. A dire il vero, a prescindere da un ponte che crolla, l’urgenza diventa un pò tale solo col soccorso della politica che, non sapendo programmare un tubo, crea i presupposti per campare alla giornata.

La politica, nonevèro, dovrebbe essere programmazione basata su di un’idea. Tipo: obiettivo, alzare il livello minimo di benessere della popolazione intera, con un cincinin in più di percentuale per le classi disagiate. Canederli!!!! Vuoi mettere, è un’impresa. Non è davvero più facile che il ponte Musumeci, per dire, si scopra pericolante? Non c’è paragone.

Nei casi estremi occorre un disastro. Più di qualcuno afferma di aver visto politici di serio calibro impegnati in una sorta di ballo del disastro, declinato sulla falsariga della danza della pioggia, trovandosi nell’urgenza di fare qualche cosa e non sapendo dove mettere mano.

Altro soccorso è costituito dalla necessità, per lo più avvertita solo da ministri e governati, di riformare qualcosa. Con la giustizia lo fanno ogni paio d’anni, ovviamente non riformando una cippa, perchè le riforme sono fatte coi piedi, tanto servono solo a far vedere che qualcosa eppur si muove.

Insomma l’arma della distrazione di massa funziona sempre, anzi funziona ogni giorno.

Ma ve l’immaginate se nell’Italia degli ultimi trent’anni non ci fossero stati terremoti, alluvioni, guerre e pandemie? Avremmo avuto sotto gli occhi uno Stato impotente, una volta di un colore e una volta dell’altro, senza che cambiasse l’ordine di marcia di una mosca.

I soldi, infatti, escono solo per le urgenze, i drammi, altrimenti si sente sempre la canzone, stonata, che non ce ne sono, salvo, poi, a disgrazia avvenuta stanziare un paio di miliardi.

Ecco guardare alla recente storia dell’Italia è molto istruttivo, e, soprattutto, aiuta a capire come la classe politica degli ultimi decenni sia davvero materiale umano di scarto: non sei buono a fare qualcosa? Bene fai il politico. Magari una volta lo si mandava a fare il soldato, il carabiniere o in seminario. Oggi, che ci siamo evoluti, li mandiamo in parlamento. Giuro e non mi si dia del presuntuoso perchè non lo sono affatto che, di fronte ad alcuni parlamentari, si può ammirare un vuoto culturale e di cervello impressionante. Io vorrei avere per governante la classe eletta, la più raffinata, preparata, geniale, e sono sicuro che in Italia riempiremmo il parlamento e pure le panchine delle riserve, pescando per bene, e, invece, devo essere governato da chi non mi darebbe spunto neanche per scambiare un’opinione sul tempo.

Sarò esagerato io, ma, una volta, un popolo che seminò tanto, da ogni punto di vista, proprio questo andava dicendo, che, cioè, finanche una democrazia dovesse avere come rappresentanti i migliori e, beninteso, non del gioco del “padrone e sotto”, sia chiaro.

Ora, ditemelo con franchezza, perchè dovrei votare per uno che, se va bene, azzecca qualche congiuntivo?

Aspetto una risposta e, per intanto, sfoglio la margherita:

per chi non voto?

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